Stoltenberg: Nato non vuole una nuova guerra fredda
Incontro a Palazzo Chigi tra il segretario dell'Alleanza e il premier in vista del vertice di Varsavia di luglio

"Stiamo ragionando su come rafforzare la difesa, ma anche sul dialogo con la Russia perché non siamo a favore di nuove tensioni, né di una nuova guerra fredda, e faremo il possibile per mantenere aperto un canale di dialogo con la Russia". Queste le parole del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dopo l'incontro a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che dal canto suo ha sottolineato che "c'è un punto più complicato ed è quello dei rapporti tra Nato e Ue e del rapporto tra la Nato di ieri e quella di domani. Io non credo che la Nato sia soltanto il passato, il riferimento alla guerra fredda è finito e, io dico, fortunatamente. Oggi dobbiamo costruire un modello di difesa innovativo nei confronti al terrorismo, penso alla cybersicurity". "Tutti insieme affrontiamo l'appuntamento di Varsavia non solo per ragionare sulle priorità dei singoli Stati membri, ma anche per pensare a un nuovo modello di sicurezza che dovrà vedere i nostri figli e i nostri nipoti al riparo dalle minacce del tempo moderno", ha detto il premier in merito al vertice Nato di Varsavia previsto per luglio. Terrorismo, migranti e un nuovo modello di difesa gli argomenti toccati durante l'incontro con Renzi. "Il Mediterraneo sarà certamente uno dei temi centrali", conferma Stoltenberg, "si parlerà di come la Nato può contribuire ad affrontare queste sfide comuni". Poco prima il segretario generale dell'Alleanza aveva fatto riferimento alla "collaborazione tra Nato e Ue per contrastare il traffico di migranti e l'immigrazione illegale, in particolare per quanto riguarda la cooperazione nel Mediterraneo centrale".

Un incontro produttivo, quello tra Renzi e il segretario generale dell'Alleanza atlantica, confermata poi da Stoltenberg anche sui social: "Grande incontro - scrive su Twitter - con Matteo Renzi. L'Italia è una forza trainante all'interno della Nato, contribuendo sia a Est sia a Sud". 

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