Sindacati critici su reddito di cittadinanza e quota 100, si avvicina la protesta nazionale

Pur salvando alcune norme, per i rappresentanti dei lavoratori restano diverse "contraddizioni evidenti"

"Ci siamo sui titoli, non sui contenuti". Le parole della segretaria Cgil, Susanna Camusso, sono la fotografia del pensiero dei sindacati sulla manovra. Ora che reddito di cittadinanza e quota 100 hanno contorni più chiari, i rappresentanti dei lavoratori confermano le loro critiche (anche se salvano alcune norme), e si preparano alla mobilitazione.

Sul reddito, ad esempio, la leader della Cgil lamenta "contraddizioni evidenti". Quali? Un senza tetto riceverà un assegno inferiore di chi ha una casa un mutuo o un affitto. Inoltre, denuncia Camusso, l'obbligo di essere da dieci anni residenti contrasta con il testo unico sull'immigrazione e punisce anche gli italiani che vogliono rientrare. Più in generale, la Cgil sottolinea che "il lavoro, prima di essere distribuito, va creato" e "nelle iniziative di questo governo non si vedono interventi che vadano in questa direzione". Per quanto riguarda quota 100, "la combinazione 62 più 38 è buona cosa" ma aiuterà soprattutto "lavoratori con forte stabilità contributiva", mentre "i giovani a tale somma non potranno mai arrivare".

La Cgil aveva promesso di scendere in piazza in gennaio, al fianco di Uil e Cisl. Quest'ultima, attraverso la segretaria generale Annamaria Furlan, avverte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che "è ancora in tempo per rivedere le priorità" prima della "grande manifestazione nazionale". Il problema, per Furlan, è che "il governo pare navighi a vista: non ha una visione lunga del Paese, una visione in prospettiva". Secondo la responsabile della Cisl, "la prossima Finanziaria sarà ancora più complicata: ci sono 52 miliardi di clausole di salvaguardia per il prossimo biennio e c'è, legato a questo, l'innalzamento dell'Iva".

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, ritiene positivo lo sganciamento dall'aspettativa di vita per la pensione anticipata dei precoci e la proroga di ape sociale, ma "l'assenza di una quota 41 per tutti è una scelta ingiusta e sbagliata che penalizzerà tanti lavoratori". La Uil, poi, ritiene che la proroga di 'opzione donna' sia incompleta. Non è presente, infatti, nessuna specifica inerente la maturazione dei 35 anni di contributi. Il sindacato, infine, considera "iniquo e ingiusto" anche il blocco della rivalutazione delle pensioni a partire dai 1.500 euro.

Dal fronte governativo, fonti di Palazzo Chigi sottolineano invece che la platea del reddito di cittadinanza non è cambiata. Rispondendo alle ultime cifre apparse sui giornali, che parlavano di circa 1,4 milioni di nuclei familiari interessati, le fonti precisano che, contando i singoli individui, si arriva a quasi 5 milioni di persone.

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