Sicilia, scrutinio al via ma chiunque vinca non avrà la maggioranza

Palermo, 29 ott. (LaPresse) - In Sicilia, dove ieri si è votato per le regionali, stamane dalle 8 inizia lo scrutinio dei voti. E si profila già un vincitore. L'astensionismo. Alle 22 di ieri sera, alla chiusura delle urne, nei 390 comuni siciliani nei quali si è votato per eleggere il presidente della Regione e rinnovare l'Assemblea regionale siciliana, l'affluenza è stata del 47,42% degli aventi diritto. In precedenza, nel 2006, quando le urne, come in questa tornata, rimasero aperte solo di domenica, votò il 59,16%. Prima ancora, nel 2001, la percentuale era stata del 63,47%. Secondo alcuni exit poll difusi da un sito di informazione locale, che si riferisce però solo alla città di Palermo, il Movimento 5 Stelle sarebbe il primo partito nel capoluogo regionale con il 26 % dei voti.

Il candidato del movimento di Grillo, Giancarlo Cancelleri, sarebbe in testa con il 27%, seguito da Nello Musumeci, Rosario Crocetta, Gianfranco Miccichè e Giovanna Marano. Percentuali su cui è d'obbligo la cautela, con in campo la sfida fra i due candidati Musumeci (Pdl-Destra) e Rosario Crocetta (Pd-Udc) per la presidenza della Regione siciliana e l'incognita grillina di Cancelleri. Lo scenario che si profila, comunque, chiunque vinca, è che, probabilmente, non avrà una maggioranza nell'assemblea siciliana. La legge elettorale regionale prevede infatti solo un premio di maggioranza circoscritto ad 8 seggi del listino del presidente, premio che quando scatta non sempre consente il raggiungimento della maggioranza assoluta sui 90 seggi. Un governo della Sicilia, quello che uscirà dalle urne dopo le elezioni di ieri, legittimato poi solo dal 47,42% degli aventi diritto che si sono recati a votare.

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