Tav, l'opinione dell'imprenditore. Boglione: "Si farà, a Torino non c'è immobilismo ma prudenza"

Parla Marco Boglione, fondatore e patron di BasicNet, azienda proprietaria di marchi come Robe di Kappa, K-Way e Superga

"La Tav va fatta e si farà". Parola di Marco Boglione, fondatore e patron di BasicNet, azienda proprietaria dei marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Jesus Jeans, Sabelt, Briko e Sebago. A LaPresse, l'imprenditore torinese dichiara la sua vicinanza a quanti sabato scenderanno in piazza a Torino a sostegno dell'alta velocità Torino-Lione, nel giorno in cui la consigliera comunale Viviana Ferrero attacca i pro-Tav. Ma quella di Boglione non è una posizione anti-Appendino. Anzi. "La giunta sta lavorando in modo prudente. Lasciamoli fare", afferma.

Nonostante l'odg anti-Tav votato in Consiglio comunale e le posizioni di alcuni ministri del governo, lei crede che l'opera alla fine si farà?
"Certo, perché con l'analisi costi-benefici si capiranno i grandi benefici che porta. Non per le merci, che non hanno bisogno di viaggiare a 300 all'ora. Ma per le persone. La Tav è fondamentale per il futuro dell'Europa, ed è strategica per la mobilità dei cittadini. Anche il governo lo capirà. I costi sono quelli che sono, ed è giusto che vadano ridistribuiti: fa bene il governo italiano a rinegoziarli per ottenere condizioni migliori. Ma ricordo che è un'opera che serve a tutti, non al Piemonte o a Torino. Quindi, è giusto che a pagare sia lo Stato, non di certo i cittadini di Torino. Per questo, il Comune ha solo espresso una posizione politica: la sindaca non è No Tav, ha manifestato solo la posizione del Movimento 5 Stelle, a cui appartiene e con cui è stata eletta. Lei giustamente risponde all'elettorato che l'ha votata".

Quindi condivide le ragioni di chi scende in piazza sabato?
"Al 120% per quanto riguarda il favore al Tav. Ho impegni personali ma, se riesco a liberarmi, ci sarò anche io. È giusto che ci sia una segnalazione in questo senso, c'è una grande parte di cittadini che vuole andare avanti e che crede fortemente nell'opera a livello europeo, soprattutto".

Non c'è il rischio che con tutti questi 'no' da parte del Comune Torino perda appeal?
"Io non sono affatto preoccupato di questo. Io non vedo nulla di drammatico in questa amministrazione. Anzi. Se posso dire trovo che le strade siano più pulite e la città più in ordine. L'unico consiglio che mi permetto di dare è che non si arrivi mai allo scontro, che si continui con il dialogo tra tutte le parti perché c'è tanto da fare ancora per Torino e, con una frattura, riuscire a portare avanti dei risultati sarebbe ancora più complicato".

Da imprenditore non pensa che Torino stia patendo un certo immobilismo dell'amministrazione?
"Assolutamente no. È una giunta equilibrata che svolge un mestiere non facile. Non vedo immobilismo, vedo prudenza. Vedo una gestione senza proclami o eventi sbandierati. Certo, non vedo neanche cose epocali, ma non è detto che tutto questo sia negativo. È un cambio di approccio".

E come giudica l''affaire' Olimpiadi?
"È un'occasione mancatissima. Quello di Torino era un progetto sostenibile, 4.0, che garantiva un'eredità al territorio e che evitava lo spreco di soldi. È certo che chi ha lavorato per tre mesi su questo progetto è arrabbiato, perché è evidente che qualcuno ha deciso di farci perdere".

 

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