Sì Tav: "M5S trovi la scusa che vuole, l'importante è che l'opera si faccia"

Dalla piazza alle istituzioni: pronta una lettera per Mattarella. E la sindaca Appendino invita le promotrici ad un incontro

Forti della grande adesione di piazza del popolo Sì Tav, le sette promotrici del gruppo Facebook 'Sì, Torino va avanti' e della mobilitazione di sabato nel capoluogo piemontese - Simonetta Carbone, esperta di pubbliche relazioni e ufficio stampa; Roberta Castellina, architetto; Donatella Cinzano, copywriter; Roberta Dri, art director; Patrizia Ghiazza, cacciatrice di teste; Giovanna Giordano, informatica; Adele Olivero, avvocata - sono più agguerrite di prima. Il documento da inviare al presidente della Repubblica è pronto, "è lui il nostro primo interlocutore", non la sindaca Appendino, men che meno i partiti. Se il M5S di governo apre alla Tav ben venga, "l'importante è che si faccia".

Giovanna Giordano, Grillo dice che a Torino c'erano i borghesi in piazza, e che questa borghesia trasforma i conflitti in questioni da salotto e le questioni da salotto in tragedie; cosa rispondete?
Innanzitutto non bisogna vergognarsi di essere borghesi, non è una brutta parola; non è per snobismo, ma se non ci fossero persone che danno lavoro ad altre... Ed essere borghesi vuol anche dire sentire delle grosse responsabilità nei confronti degli altri. Vorremmo superare il discorso di lotta di classe, che è stata molto importante, ma nel secolo scorso, oggi va superato questo discorso, nel rispetto dei diritti di tutti e senza sfruttamento. Chi ha dipendenti ha delle responsabilità sociali, se aspettiamo tutti di prendere il reddito di cittadinanza la società muore.

Vi dichiarate apartitiche, c'è della polemica col Movimento 5 Stelle?
Noi siamo apartitiche ma non apolitiche, facciamo polemica con le bestialità che vengono dette. Le scelte scellerate vanno combattute, sul piano politico, non partitico; non importa se vengono da Pd, Forza Italia o chi altri. Il reddito di cittadinanza e dire no alla Tav è una bestialità, punto.

Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, ha detto che bisogna chiedere scusa per la promessa non mantenuta, non ci sono dai 20 ai 35 miliardi per bloccare la Tav; come commentate?
Vedano loro, se hanno bisogno di una scusa per i loro elettori, noi siamo persone di mondo; l'importante è che la Tav si faccia, e di sicuro non per interesse personale o perchè siamo pilotate dal Pd come è stato detto.

Il vostro proposito era chiedere al presidente Mattarella di fare da garante superpartes nella decisione sulla Tav, avete provato a organizzare l'incontro?
Non ci siamo riposate, abbiamo messo a punto il testo della lettera da inviare al capo dello Stato. Chiediamo che faccia ciò che è nei suoi poteri affinché le valutazioni sulla Tav vengano fatte nell'interesse strategico nazionale.

La sindaca Chiara Appendino vi ha inviato a incontrarla il 16 novembre, accetterete?
Avremo un giro di incontri, anche con la Regione, ma il nostro primo interlocutore è il presidente Mattarella.
 

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