Si infiamma lo scontro elettorale su Mps. La banca: Basta strumentalizzazioni

Roma, 24 gen. (LaPresse) - E' ancora lo scandalo derivati del Monte dei Paschi di Siena a tenere banco a due giorni dalle dimissioni del presidente dell'Abi Giuseppe Mussari. La questione oggi ha raggiunto la politica ai massimi livelli, a partire dal capo dello Stato, ed è stata al centro anche della campagna elettorale, con un botta e risposta continuo tra centrodestra e centrosinistra, tanto che in serata la stessa Mps è intervenuta per chiedere di fermare le strumentalizzazioni e per esprimere "sconcerto per la leggerezza" con la quale viene trattato il problema.

NAPOLITANO: SITUAZIONE GRAVE. Quella di Mps "mi pare una situazione abbastanza grave, di cui si sta occupando la Banca l'Italia", ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a Torino a margine di una visita alla Stampa. "Atro non posso dire - ha aggiunto - non sono mai stato un esperto in banche e comunque non ho notizie". Alla domanda se è preoccupato, Napolitano ha risposto: "Se la questione è grave bisogna preoccuparsi, ma ho piena fiducia nell'operato della Banca d'Italia".

GRILLI: CONTROLLI SPETTANO A BANKITALIA. "Sui controlli dico solo che spettano alla Banca d'Italia", ha commentato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, dichiarazione che molti hanno letto come una critica, una indicazione che i controlli non sarebbero stati abbastanza rigorosi. "Quello di Mps - ha sottolineato - non è un fulmine a ciel sereno. Sappiamo da un anno che la banca è in una situazione problematica. Non ho evidenza di problemi simili in altre banche". In serata dal ministero hanno gettato acqua sul fuoco, sottolineando che "non c'è alcuna divergenza con Bankitalia" sulla vicenda.

PASSERA: TOTALE FIDUCIA IN BANKITALIA. Anche il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha fatto altrettanto: "Spero - ha detto dal World Economic Forum di Davos - che la cosa possa ancora rientrare. Come tutti noi ho totale assoluta fiducia in Banca d'Italia".

BANKITALIA: PIENA SINTONIA CON MEF. Per parte sua Bankitalia ha fatto sapere di essere "assolutamente in sintonia con il ministero dell'Economia". Da palazzo Koch hanno spiegato che la dichiarazione di Vittorio Grilli di stamane "è stata letta in un modo parziale" e che c'è "solo piena collaborazione" con via XX settembre.

MONTI: TEMA CONTROLLI NON ESISTE. Ha tentato in serata di mettere fine alle polemiche anche il premier Mario Monti: "Non è questione di controlli", ha detto. Anzi, ha sottolineato, "è importante sottrarre questo tema alla confusione che si creando interno ad essa per evidenti ragioni. Il tema non sussiste, in merito il ministro Grilli è a disposizione per riferire al parlamento".

LE REAZIONI DAL MONDO BANCARIO. Dal mondo bancario arrivano dichiarazioni che cercano di tranquillizzare i mercati, parlando di un caso isolato. "Quello di Mps è un caso molto circoscritto, che non ha punti di comunanza con il resto del sistema bancario italiano", dice Enrico Tommaso Cucchiani, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. "Sono fatti episodici", gli fa eco il collega Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo. "Il vertice di Monte dei Paschi - sottolinea - è già stato completamente rinnovato. Sono episodi che non consentono in nessun modo una generalizzazione che coinvolga il sistema bancario italiano che è sano. Spero che l'Abi in modo compatto e sollecito trovi immediatamente una nuova guida che serve da subito".

"Il sistema bancario italiano è robusto perché non ha in pancia rischi significativi", dice il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro, rispondendo ad una domanda sul possibile rischio derivati per le banche italiane, dopo il caso di Mps. "I numeri parlano chiaro", assicura. "Se il sistema delle banche è solido? Assolutamente sì", conferma Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo.

ALFANO: PD NON VIENE DA MARTE. Intanto infuria la polemica politica. "Mps ha compiuto manovre spericolate. Il Pd non si può comportare, su Mps, come un marziano che arriva ora da Marte", dice il segretario Pdl Angelino Alfano. "Quando c'è uno scandalo vicino alla sinistra - sottolinea - si tende a sottovalutare. Questo scandalo è tutto nella loro metà campo. Nella prossima legislatura si approfondisca la vicenda attraverso una commissione parlamentare, per capire cosa è successo".

GASPARRI: MONTI HA AIUTATO BERSANI A SALVARE MPS. "Nei giorni dello scandalo del Mps Bersani si guarda bene dal farsi ritrarre con chi gli ha dato una mano a non far affossare la banca. Tutti sappiamo che in realtà il patto Monti-Bersani è già stato siglato e che il Pd mollerà Vendola in totale spregio delle scelte e delle opinioni dei suoi elettori", dice il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

BERSANI: LA DESTRA SI VERGOGNI. Secca la risposta del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Capisco che la destra - sottolinea - debba inventarsene di ogni, in campagna elettorale. Ma a noi non suscita nessun imbarazzo. Poi, certo, è una vicenda che suscita preoccupazione. Ma il Pd in quanto tale non si occupa di banche. Vadano a vedere le nostre battaglie per impedire le operazioni tipo derivati".

BERLUSCONI: NON DO GIUDIZI. Lascia parlare i suoi ma si mostra più cauto Silvio Berlusconi. "Ho un sentimento di affetto - dice - nei confronti del Monte dei Paschi di Siena perché furono loro a concedermi i primi mutui per Milano due e poi Milano tre. Ho dunque una totale disposizione d'animo per questa società e non conosco la situazione attuale per cui non voglio dare alcun giudizio".

DI PIETRO: 4 MILIARDI A MPS SENZA VERIFICHE, LACRIME DI COCCODRILLO. Di segno opposto l'intervento del leader Idv Antonio Di Pietro: "Noi di Rivoluzione civile - dice - denunciamo la corresponsabilità politica e istituzionale del governo Monti e dei partiti di destra e sinistra sullo scandalo Mps. Perché nella finanziaria sono stati assegnati 4 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena senza che nessuno facesse una verifica? Oggi tutti piangono lacrime di coccodrillo, mentre noi abbiamo votato contro questo stanziamento".

MPS: BASTA STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE. In serata Mps si difende in una nota, parlando di "continue esternazioni da parte di numerosi personaggi pubblici ed esponenti politici tese a strumentalizzare le vicende legate all'emissione dei nuovi strumenti finanziari" ed esprimendo "il suo profondo sconcerto per la leggerezza con la quale viene trattato il tema della ricapitalizzazione della Banca".

"Anche la vicenda della ristrutturazione del portafoglio titoli - si legge nel comunicato - avviata su iniziativa di Mps stessa e non da soggetti terzi, viene descritta con toni e termini assolutamente inappropriati che ingenerano nel pubblico e nel mercato una percezione di instabilità e di rischio che non sussiste alla luce della piena e normale operatività della Banca. Mps ribadisce quindi quanto già comunicato in precedenza, ovvero che la necessaria richiesta del supporto pubblico ai fini dell'Eba capital exercise si riconduce prevalentemente alla crisi del debito sovrano che ha ridotto il valore del portafoglio titoli di stato Italiani detenuti dalla Banca, e solo in misura minore anche all'attività di verifica ancora in corso sulle operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia di cui tutti parlano. Si sottolinea anche che il miglioramento dello spread riduce il deficit di capitale per il quale il supporto è richiesto. Inoltre, come evidenziato in precedenza, tale richiesta di supporto pubblico garantisce in modo inequivocabile l'adeguato presidio patrimoniale della Banca e quindi usare termini impropri quali 'crac' o 'fallimento', evidentemente privi di ogni fondamento, con riferimento a Mps, danneggia i clienti, i dipendenti, gli azionisti e tutti gli stakeholder della Banca stessa. Il consiglio di amministrazione di Bmps - si conclude la nota - è sereno e consapevole di aver avviato, attraverso il nuovo Management, un percorso di discontinuità e profondo risanamento che porterà al pieno rilancio della Banca".

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