Severino: Capisco tensioni su caso Bergamo, domiciliari scelta tecnica

Roma, 14 gen. (LaPresse) - "Comprendo le tensioni perché il caso è terribile, orrendo, aggravato ancor di più dallo stato di gravidanza della giovane vittima. E' veramente atroce pensare che una ragazza non possa prendere la macchina al parcheggio senza rischiare di essere violentata". Lo ha detto a Prima di tutto, su Radio 1, il ministro della giustizia Paola Severino commentando lo stupro che ha avuto come vittima una 24enne incinta e la seguente protesta violenta di alcuni cittadini sotto la casa del presunto colpevole. Il ministro ha poi detto.

In merito alla scelta dei domiciliari per il presunto colpevole, la Severino ha spiegato: "Bisogna ricordare che il nostro codice prevede da sempre che si possa attendere la sentenza in carcere oppure agli arresti domiciliari: è una scelta tecnica del giudice, che certamente avrà valutato i precedenti dell'uomo ritenendo che i suoi trascorsi non comportassero pericolo di fuga o di reiterazione del reato e che, perciò, la detenzione ai domiciliari potesse essere sufficiente".

Il ministro ha poi specificato che gli arresti domiciliari in questo caso sono una misura cautelare in attesa del giudizio e che non hanno nulla a che vedere con i progetti di pene alternative, peraltro non andati in porto in Parlamento. Sul progetto di pene alternative, il ministro ha sottolineato che è importante "spiegare il contenuto complessivo dei provvedimenti, e far capire che non mettono a rischio la sicurezza pubblica, che consentono comunque di mantenere sotto osservazione le persone imputate e che in certi casi comportano la partecipazione della vittima del reato", come la messa alla prova, per cui era previsto il consenso della vittima.

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