Senato, primo sì alla riforma Renzi: Nessuno fermerà cambiamento

Roma, 8 ago. (LaPresse) - L'aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge per la revisione della parte II della Costituzione con 183 sì. Quattro senatori si sono astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera per la seconda lettura.

RENZI. "Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi #italiariparte #lavoltabuona". Così su Twitter il premier Matteo Renzi a pochi minuti dall'approvazione in Senato del dl riforme.


BOSCHI: "Quello di oggi è soltanto un primo passaggio perchè il lavoro che ci attende è ancora lungo e complesso, ma è un passaggio fondamentale, che ha comportato un lavoro impegnativo di quattro mesi". Così la ministra per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, nell'aula del Senato, in merito al ddl riforme. "Il presidente Grasso ha sempre cercato di mantenere l'imparzialità e il suo ruolo di garanzia in questa aula" ha aggiunto.

AL VIA VOTO FINALE IN SENATO. Hanno preso il via, questa mattina nell'aula del Senato, le dichiarazioni di voto sul disegno di legge costituzionale di revisione della parte II della Costituzione. Il provvedimento reca 'disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione'.


Gli interventi previsti in sede di dichiarazioni di voto sono dodici. Subito dopo interverranno, in dissenso, la senatrice a vita Elena Cattaneo e il senatore del Pd Vannino Chiti.

Hanno deciso di uscire dall'aula M5s, Lega, Gal, Sel e dissidenti Pd


MOVIMENTO 5 STELLE.
I senatori del Movimento 5 Stelle hanno deciso di non partecipare ai lavori dell'aula del Senato, dove si stanno svolgendo le dichiarazioni di voto sul disegno di legge per la revisione della parte II della Costituzione.

M5s quindi non parteciperà al voto finale sul ddl riforme nell'aula del Senato. "Il Movimento 5 Stelle questo Governo l'ha già sfiduciato, lo sfiducia anche oggi", ha detto il capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, Vito Petrocelli, intervenendo in sede di dichiarazioni di voto. I senatori del Movimento 5 Stelle hanno lasciato l'aula subito dopo il suo intervento.


LEGA NORD. "Non meritate il nostro voto, non possiamo essere complici di chi sta affossando il Paese". Così il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio, nel corso delle dichiarazioni di voto sul ddl riforme nell'aula di Palazzo Madama.

Centinaio ha spiegato che i senatori del Carroccio non parteciperanno al voto finale sul provvedimento.


GAL. Il gruppo Grandi autonomie e libertà non parteciperà al voto finale sul disegno di legge per la revisione della parte II della Costituzione nell'aula del Senato. Lo ha annunciato il senatore Antonio Scavone nell'emiciclo di Palazzo Madama. "Avremmo dovuto tutti contribuire a una vera rifondazione del nostro Paese, a partire da questa riforma costituzionale, ma purtroppo questo desiderio è rimasto frustrato", ha sottolineato Scavone.

"Il risultato a cui siamo arrivati è una grande occasione perduta", ha aggiunto. "Per questo - ha spiegato il senatore di Gal -, pur nell'indomita speranza che i successivi passaggi parlamentari siano caratterizzati da responsabilità, dignità e orgoglio, abbiamo deciso di non partecipare al voto finale del provvedimento".

SEL. "I senatori di Sel e anche quelli del gruppo Misto non possono legittimarvi, nemmeno con il voto contrario, e quindi non parteciperanno alla votazione". Così il capogruppo di Sel in Senato, Loredana De Petris, nel corso delle dichiarazioni di voto sul ddl riforme a Palazzo Madama.

DISSIDENTI PD. "Io e alcuni colleghi del Pd che ci siamo ritrovati in questi mesi" su un'idea diversa di riforma "resteremo in Aula come è nostro dovere, ma non parteciperemo al voto". Così il senatore del Pd, Vannino Chiti, nel corso delle dichiarazioni di voto sul ddl riforme nell'emiciclo di Palazzo Madama. Chiti è intervenuto in dissenso rispetto al suo gruppo.

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