Senato: Il rebus della presidenza ruota attorno a Monti

Roma, 15 mar. (LaPresse) - L'ipotesi di una presidenza del Senato a Mario Monti scuote la politica nel giorno del debutto del nuovo Parlamento, ma la soluzione del rebus politico-istituzionale in cui versa il Paese sembra ancora lontano da una soluzione ben definita. Certo è che la partita delle presidenze delle Camere si lega indissolubilmente a un nodo ancora più incerto: la nascita del nuovo governo. "Tutto si tiene" è la frase che più riecheggia nei corridoi di palazzo Madama, a testimoniare il fatto che esiste una sorta di effetto domino tra le caselle ancora da occupare. Ma sulla strada di Monti verso palazzo Madama sembra esserci un ostacolo ancora più grande, ovvero la contrarietà del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che non vedrebbe di buon occhio un'assenza totale, seppur temporanea, di un governo. Anche perchè, spiegano fonti vicine al Pdl, la prosecuzione di un governo dei tecnici in ordinaria amministrazione non dispiacerebbe: il parlamento potrebbe dare vita a una serie di misure urgenti, soprattutto di natura economica, in attesa di capire come si sbloccherà la partita dell'esecutivo. Strada che andrebbe bene anche al movimento di Beppe Grillo,alla luce della linea intransigente tenuta sul suo blog e in parlamento attraverso i neoeletti. Le fumate nere a Camera e Senato, infatti, hanno ancora una volta dimostrato che i grillini non vogliono cedere a un appoggio al Pd: scelta che si è concretizzata nel voto ai rispettivi candidati alla presidenza.

Soluzione ancora in via di definizione anche per lo scranno più alto di Montecitorio, dove il Pd sembrerebbe vedere di buon occhio un uomo dell'area Monti, ma il leader di Sel, Nichi Vendola, insiste sulla strada di un grillino: "Spero - ha detto - in un atto unilaterale del centrosinistra che decidesse questo". Nel gioco delle caselle da riempire si inserisce anche la Lega Nord: "La soluzione che noi caldeggiamo - ha affermato il capogruppo del Carroccio a palazzo Madama, Massimo Bitonci - è Finocchiaro qui al Senato e un Pdl alla Camera". La metafora di questa prima giornata di incontri, tentati accordi e veti incrociati è l'apriscatole che tre senatori di M5S hanno portato dentro l'aula del Senato per tenere fede al motto ribadito più volte nel corso della campagna elettorale: "Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno".

Per Pd, Pdl e per l'area Monti oggi è stata invece tempo di scheda bianca. Il rebus, però, ha le ore contate: le regole parlamentari impongono comunque di arrivare a una decisione sui nomi dei nuovi presidenti già domani ed è per questo che gli incontri di stasera tra Monti e Napolitano al Colle e tra Pd e Udc a Montecitorio potrebbero sbloccare l'impasse. Nel frattempo, altri due nomi di 'Scelta Civica' sono stati indicati nelle discussioni e nei conciliaboli del Senato: quello dell'ex europarlamentare Mauro Mauro e quello di Linda lanzillotta. Ma mentre sul primo ci sarebbe la difficoltà di non irritare Berlusconi e i suoi indicando un 'fuoriuscito' del centrodestra, attorno alla Lanzillotta potrebbero raccoglieri consensi favoriti dalla possibilità di portare alla presidenza della 'camera alta' una donna. Secondo alcune fonti parlamentari, per quanto concerne la presidenza della Camera invece, è sempre più probabile l'elezione di Lorenzo Dellai, neoeletto di Scelta civica.

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