Scontro tra Renzi e Marchionne. L'ad Fiat: Inadeguato a guidare Italia

Roma, 10 ott. (LaPresse) - Scontro a distanza tra il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e l'ad Fiat, Sergio Marchionne. "Non ho mai immaginato Marchionne - ha detto Renzi in una intervista a Repubblica Tv - come un modello di sviluppo. Andava ai congressi dei Ds, quando c'erano D'Alema e Bersani, che all'epoca era ministro. Bertinotti ne parlava come del borghese buono". Il referendum di Pomigliano, ha detto, "aveva oggettivamente dei termini di ricatto, che erano 'se vinco metto 20 miliardi in Fabbrica Italia, se perdo porto via le fabbriche'". "Io - ha spiegato Renzi - avrei votato sì". E "non ho cambiato idea, è Marchionne che ha tradito". Su di lui, ha continuato, "resterà la macchia di aver preso in giro lavoratori e politici che si sono fidati di lui, dicendo cose che non avrebbe fatto". "Detto questo - ha concluso - mai pensato che il modello industriale sia la Fiat, che ha da sempre privatizzato gli utili e pubblicizzato le perdite con la cassa integrazione, godendo di una cultura politica subalterna all'imprenditore".

Da Bruxelles Marchionne ha risposto seccamente. Renzi "è la brutta copia di Obama ma pensa di essere Obama", avrebbe detto a margine di un incontro a Bruxelles, secondo quanto riportano fonti di stampa, aggiungendo che il candidato alle primarie "è il sindaco di una piccola, povera città". "Vorrei dire all'ingegner Marchionne - ha replicato Renzi con un post su Facebook - che è liberissimo di pensare che io non sia un politico capace. Ma prima di parlare di Firenze, città che ha dato al mondo genio e passione, faccia la cortesia di sciacquarsi la bocca, come diciamo in riva d'Arno. Attacchi pure me, ma che senso ha offendere una città che si chiama Firenze e i suoi abitanti?".

Sulla questione è intervenuto anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, anche lui affidando i propri pensieri a un social network: "A Marchionne - ha scritto su Twitter - dico: basta dichiarazioni che sviliscono l'Italia. Firenze è tra le città più belle del mondo ed è nel cuore di tutti gli italiani".

"I miei commenti su Firenze sono stati, a mia conoscenza, estratti fuori dal contesto. La città di Firenze e la sua economia erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente". E' quanto precisa in una nota l'ad Fiat Sergio Marchionne, tornando sulle polemiche di oggi con il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Viste le polemiche che questo botta e risposta ha scatenato, Marchionne in serata ha diffuso una nota: "I miei commenti su Firenze - ha scritto - sono stati, a mia conoscenza, estratti fuori dal contesto. La città di Firenze e la sua economia erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente".

Dopo di che ha rincarato su Renzi: "Le mie valutazioni su Matteo Renzi restano invariate e sono personali e non attribuibili alla Fiat. Penso infatti che per la sua età e per l'esperienza limitata sia, almeno per il momento, non adeguato ad assumere una posizione di leader in un contesto economico e sociale complesso come è oggi quello italiano".

Ma Renzi ha polemizzato anche con il presidente del Copasir, Massimo D'Alema. "Renzi ha sbagliato e continua a sbagliare. Si farà del male", aveva detto D'Alema parlando con i colleghi di partito del Pd, secondo quanto riferiva un retroscena de La Stampa. Parole però smentite già in mattinata dalla stessa portavoce di D'Alema, Daniela Reggiani, che in una nota ha scritto: "Le parole che Federico Geremicca attribuisce a Massimo D'Alema in colloqui con amici, colleghi o collaboratori, non sono state mai pronunciate. Risponde, invece, al vero, la notizia che D'Alema è amareggiato per gli attacchi personali che gli sono rivolti e determinato ad impegnarsi nella campagna delle primarie".

Questo non ha impedito a Renzi di rispondere ugualmente: "D'Alema, confermando che correrà per il Parlamento (sempreché non vinciamo noi, ovvio) - ha scritto sempre su Facebook - ha detto che io devo stare attento perché "Renzi si farà male". Che è una frase allusiva e poco simpatica detta da chiunque. Detta dal Presidente del Copasir, il comitato che controlla i servizi segreti, mi pare allucinante. Spero che D'Alema recuperi serenità e smentisca".

A difesa di D'Alema sono scesi in campo diversi parlamentari Pd: il senatore Luigi Zanda, secondo il quale "polemizzare con Massimo D'Alema per dichiarazioni che lui stesso ha immediatamente smentito ha il solo risultato di avvelenare i rapporti e mortificare il confronto"; ma anche la deputata Teresa Bellanova per la quale gli attacchi di Renzi "ormai assumono caratteri grotteschi"; e il deputato Massimo Marchignoli, per il quale "continuare ad alzare toni polemici anche di fronte ad una smentita non può che confermare i sospetti sugli intenti strumentali del sindaco di Firenze".

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