Scontro sulla Tav, Di Maio: "Finché il M5S sarà al governo, non ha storia". Di Battista: "Lega favorevole? Torni da Berlusconi e non rompa i c..."

I 5Stelle tornano all'attacco dopo la visita di Salvini a Chiomonte: "Sono le peggiori lobby di questo Paese a volere l'opera"

"Le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero. Noi stiamo dalle parte delle opere utili da fare, quando i grandi potentati cominciano a tifare per la Torino-Lione noi stiamo dall'altra parte. Finché ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo per quanto mi riguarda la Tav non ha storia". Il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio, in diretta Facebook da Penne (Pescara), torna all'attacco sulla Torino-Lione all'indomani della visita di Matteo Salvini ai cantieri di Chiomonte.

"Altro che Tav - ribadisce -. Noi finché staremo al governo ci opporremo a spendere 20 miliardi per la Tav Torino Lione. Con 20 miliardi costruisci 2500 scuole antisismiche per tantissimi alunni". "Non caschiamo nello slogan per cui noi siamo quelli del 'no'", aggiunge Di Maio precisando che i Cinque Stelle sono favorevoli a aprire "i cantieri delle opere utili" e per rendere "velocissimi i cantieri già aperti. Ma non per le opere inutili". Tra le infrastrutture da realizzare, per Di Maio figurano la tratta ferroviaria "Roma-Pescara, la Napoli-Bari che è un'alta velocità" oltre al completamento del collegamento autostradale Asti e Cuneo. "Dobbiamo farle queste opere - aggiunge - più velocemente di quelle fatte finora". Per abbreviare i tempi, il vicepremier propone "un tavolo con l'associazione dei costruttori: diteci cosa correggere nel codice degli appalti".

Ancora più duro Alessandro Di Battista. "Questa storia che il Movimento 5 Stelle è per il No alle infrastrutture è una bugia totale che smantelleremo giorno per giorno. Siamo favorevoli alle infrastrutture giuste. Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi e non serve a niente tornasse da Berlusconi e non rompesse i coglioni, chiaro?", dice a margine di un evento a Chieti per le Regionali in Abruzzo.

Un affondo che va a scontrarsi con l'ottimismo del vicepremier leghista, che, in diretta Facebook, assicura che sul tema si troverà come sempre una soluzione senza ripercussioni sul governo. "Una soluzione l'abbiamo sempre trovata e la troveremo anche su questo. Ogni giorno vogliono farci litigare, ma io sono sereno". La posizione leghista, tuttavia, resta comunque opposta a quella pentastellata: "Ci sono ingegneri, operai, imprenditori, pendolari, italiani che non vedono l'ora che i lavori ripartano. Faremo tutto il possibile perché sia così, ridimensionando il progetto, tagliando megastrutture, tagliando sprechi per investirli in altro, però dal mio punto di vista lasciare a metà un'opera non ha mai senso". E replicando a Di Battista sottolinea: "La Tav non serve a Salvini, se si viaggia più veloce, si inquina di meno, si spende di meno, serve agli italiani, non possiamo restare isolati rispetto al resto d'Europa. Non è una battaglia ideologica, si devono guardare i numeri".

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