Scontro Pdl. Alfano: Sostenere Governo anche se decadenza. Il Cav: No

Roma, 10 nov. (LaPresse) - Nuovo scontro tra Angelino Alfano e Silvio Berlusconi. Il vicepremier ha attaccato nel pomeriggio, con una intervista a SkyTg24. "Il presidente Berlusconi - ha detto - ha preso la strada giusta nel distinguere i due piani" della vicenda del governo e della decadenza da senatore. "Noi chiederemo a Berlusconi di continuare a sostenere questo governo". "Il cittadino Berlusconi - ha aggiunto - ha ancora cartucce da sparare. Non mi riferivo alla grazia, l'ordinamento giudiziario prevede ancora possibilità di rivalersi". Comunque ha puntualizzato: "Mi auguro che Berlusconi sottoposto a una drammatica vicenda giudiziaria con una condanna ingiusta, non sia sottoposto alla decadenza. In tutti i casi arriverà l'interdizione", ha aggiunto il segretario del Pdl.

Per difendere il Cavaliere è sceso in campo con una nota subito dopo Raffaele Fitto: "Vi sono momenti - ha scritto - in cui è necessaria assoluta chiarezza. Le dichiarazioni di oggi di Alfano mostrano evidentemente una rotta alternativa rispetto a quella indicata da Silvio Berlusconi e dagli elettori di centrodestra". "Da un lato, si dà di fatto per acquisito il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, e quindi si accetta che la sinistra tenti di espellere dalle istituzioni il nostro leader. Dall'altro, si finge di non vedere che l'impostazione della legge di Stabilità è lontanissima dai nostri impegni elettorali, e reintroduce le tasse sulla casa, proprio quelle che avevamo promesso di cancellare", prosegue Fitto. "Tutto ciò con una ulteriore dimenticanza: Silvio Berlusconi è stato scelto, ancora nel febbraio scorso, da oltre 9 milioni di elettori, e tutti noi siamo entrati in Parlamento sotto un simbolo che recava la scritta 'Berlusconi Presidente'", conclude Fitto.

Finché in serata ha risposto lo stesso Berlusconi, con una intervista all'Huffington Post: "Come può pretendere il Partito democratico - ha detto, senza citare Alfano - che i nostri senatori e i nostri ministri continuino a collaborare con chi, violando le leggi, compie un omicidio politico, assassina politicamente il leader dei moderati?". "Se si contraddicono i nostri elettori - ha aggiunto - non si va da nessuna parte. Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita. Ripeto: è nel loro interesse ascoltare cosa dicono i nostri elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita". In vista del consiglio nazionale, Berlusconi si è soffermato sulla riorganizzazione di Forza Italia e sul suo modello organizzativo: "Non rottamo, non sono uno sfasciacarrozze. Valorizzerò al massimo le capacità di ciascuno".

E circa la ripresa, ha sottolineato: "Serviva uno choc positivo, una frustata che ci aiutasse a cogliere la ripresa. E invece sono venute fuori molte misure rinunciatarie, più la sorpresa inaccettabile del ritorno mimetizzato della tassa sulla prima casa, cosa per noi assolutamente insostenibile". "Ma quello che è più grave - ha continuato - è la non comprensione di ciò che accade nel Paese. Dalla pubblicità ai consumi di energia, dalle auto agli elettrodomestici, dell'abbigliamento fino ai consumi alimentari, tutto dimostra che c'è paura e depressione. Questa manovra va cambiata profondamente, come noi ci accingiamo a fare in Parlamento".

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