Schifani a Berlusconi: Serve una operazione verità sul Pdl

Roma, 6 giu. (LaPresse) - "Credo dunque di potere rivendicare a pieno titolo il diritto di chiedere a Berlusconi e all'intera classe dirigente del Pdl un'operazione verità". E' quanto scrive il presidente del Senato Renato Schifani in una lettera aperta pubblicata dal quotidiano Il foglio. "Perché - continua Schifani - senza una riflessione seria, senza un'autocritica profonda sarà difficile per tutti, vecchie e nuove generazioni, restituire al Pdl autorevolezza, fierezza e combattività. Vanno dette tutte le verità, anche spiacevoli, che riguardano il passato: va detto, per esempio, che l'ultimo governo, prima che arrivasse Monti, non è stato scalzato da chissà quali forze oscure, ma da una mancanza di coesione che non ha consentito alla maggioranza di varare le riforme tenacemente volute dai nostri partner europei; va detto che la nostra credibilità all'estero precipitava di giorno in giorno perché Berlusconi sosteneva una linea e il ministro Tremonti l'esatto contrario; e va detto anche che la rottura con Gianfranco Fini segnò un punto di debolezza della coalizione e che la campagna condotta dai giornali di area sulla casa di Montecarlo ha finito per trasformare un contrasto politico in una frattura irreversibile".

"Il nostro elettorato - sottolinea Schifani - è visibilmente frastornato. Un giorno il Pdl approva l'Imu e il giorno dopo irrompe sulla scena una parte del Pdl, certamente la più chiassosa, che minaccia di scendere in piazza contro l'Imu. Un giorno - prosegue - il Pdl approva i decreti, anche i più duri, di Monti e il giorno dopo la parte più colorita e populista del Pdl propone addirittura lo sciopero fiscale. Un giorno si ascoltano in televisione le più convinte dichiarazioni di Berlusconi a sostegno di Monti e il giorno dopo, anche e soprattutto sui giornali che si professano berlusconiani, si leggono titoli improntati al grillismo più avventato. Come meravigliarsi poi se la gente, soprattutto la nostra gente, non va a votare?".

"Il nostro elettorato - continua - è salito sull'Aventino dell'astensionismo perché non capisce più che cosa vogliamo, perché non vede più nel Pdl né la coerenza né l'affidabilità".

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