SCHEDA Riforme, da Senato non elettivo a nuovo referendum: le novità del ddl

Roma, 8 ago. (LaPresse) - L'aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge per la revisione della parte II della Costituzione con 183 sì e 4 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera in seconda lettura. Ecco quali sono le novità introdotte con il testo, composto da 40 articoli, approvato da palazzo Madama.

IL NUOVO SENATO NON ELETTIVO, 100 ONOREVOLI E STOP INDENNITA'. Il numero dei senatori scende a 100 (95 arriveranno dalle Regioni, tra consiglieri e sindaci, e 5 senatori di nomina del capo dello Stato). Stop, quindi, al Senato elettivo. Saranno i Consigli regionali e i consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri componenti. Inoltre ciascuna Regione eleggerà un senatore tra i sindaci dei rispettivi territori. La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà "in proporzione alla loro popolazione", ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. I nuovi senatori non avranno più l'indennità, a differenza dei colleghi deputati, che la manterranno. Palazzo Madama vede fortemente ridimensionata la sua funzione legislativa: tutte le leggi saranno di competenza della Camera, con eccezione delle leggi elettorali degli enti locali, ratifiche dei trattati internazionali, leggi costituzionali, leggi sui referendum popolari e le riforme della Costituzione. Al Senato è tolto anche il voto sulla fiducia al Governo.

CAPO DELLO STATO, QUORUM PIU' ALTO PER ELEZIONE. Il ddl approvato dal Senato alza il quorum per l'elezione del presidente della Repubblica per i primi quattro scrutini, poi il quorum calerà ai 3/5 nelle successive quattro votazioni per trasformarsi in maggioranza assoluta solo alla nona votazione.

REFERENDUM ABROGATIVO, ARRIVA IL DOPPIO QUORUM. Per questa tipologia di referendum il quorum del 50%+1 degli aventi diritto resta necessario solo se le firme raccolte sono 500mila. Se le firme raccolte sono invece 800mila il quorum sarà pari alla maggioranza dei votanti.

STOP AL BICAMERALISMO PERFETTO. L'articolo 1 del disegno di legge sulle riforme costituzionali sancisce la fine del bicameralismo perfetto. Il cuore della riforma Boschi va infatti a modificare l'articolo 55 della Costituzione conferendo solo alla Camera "il rapporto di fiducia con il governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del governo".

Al Senato delle Autonomie invece spetta il compito di rappresentare le istituzioni territoriali. Concorre, secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi dell'Unione europea e, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolge attività di verifica dell'attuazione delle leggi dello Stato e di valutazione dell'impatto delle politiche pubbliche sul territorio.

CAMBIA IL TITOLO V, STOP ALLA LEGISLAZIONE CONCORRENTE. L'articolo 30 del ddl modifica il titolo V della Costituzione: stop alla legislazione concorrente tra Stato e Regioni e ampliamento delle competenze esclusivamente statali. Lo Stato potrà esercitare una "clausola di supremazia" verso le Regioni a tutela dell'unità della Repubblica e dell'interesse nazionale. E' introdotta nella Costituzione la competenza delle Regioni sulle materie che riguardano la rappresentanza in Parlamento delle minoranze linguistiche. Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale.

ARRIVA IL REFERENDUM PROPOSITIVO, PIU' FIRME PER LEGGI INIZIATIVA POPOLARE. Questo tipo di referendum rappresenta una nuova forma di democrazia diretta e si affiancherà a quello abrogativo all'interno dell'articolo 71 della Costituzione. Con la nuova formulazione salgono a 150mila le firme necessarie per la presentazione di leggi di iniziativa popolare rispetto alle attuali 50mila.


NORMA 'ANTI-BATMAN'. L'articolo 39 approvato dispone che "non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei consigli regionali".


STOP AI SENATORI A VITA, RESTA INDENNITA' PER GLI ATTUALI.
Niente più senatori a vita, gli attuali manterranno i benefit, tra cui l'indennità di cui godono al momento.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata