SCHEDA Comunali, a Milano è sfida tra Sala e Parisi
La tenuta del centrosinistra si giocherà tutta a Milano dove il ballottaggio vede sfidarsi sul filo del rasoio Beppe Sala, l'uomo dell'Expo e di Matteo Renzi, contro Stefano Parisi, l'uomo su cui Silvio Berlusconi

 La tenuta del centrosinistra si giocherà tutta a Milano dove il ballottaggio vede sfidarsi sul filo del rasoio Beppe Sala, l'uomo dell'Expo e di Matteo Renzi, contro Stefano Parisi, l'uomo su cui Silvio Berlusconi è riuscito a riunire tutto il centrodestra. Il capoluogo lombardo è chiamato a scegliere il successore di Giuliano Pisapia eletto il 30 maggio del 2011 al ballottaggio con il 55,10% dei voti. La corsa per Palazzo Marino quest'anno però non offre previsioni certe sulla vittoria di uno dei candidati essendo entrambi 'impegnati' in un avvincente testa a testa.


GIUSEPPE SALA. Sono quattro le liste che sostengono il candidato del centrosinistra: Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra X Milano e la civica 'Beppe Sala sindaco. Noi, Milano'. Manager di lungo corso, 58 anni, milanese, Sala è stato commissario unico di Expo 2015. Nel suo curriculum esperienze da dirigente d'azienda in Pirelli e Telecom. Attuale consigliere di Cassa depositi e prestiti, incarico che lascerà in caso di elezione a sindaco, è stato dg del Comune di Milano per un anno su chiamata di Letizia Moratti. Lo scorso 5 giugno Sala ha raggiunto quota 41,7 per cento. Con lui tutta la sinistra, tranne quella più radicale che al momento non si è schierata apertamente a suo favore.

STEFANO PARISI. Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia, 'Lista civica Parisi per Milano unica', Milano popolare e Pensionati: ecco le liste a supporto di Stefano Parisi, candidato del centrodestra. Sessantenne, romano, Parisi è stato city manager di Palazzo Marino con Gabriele Albertini sindaco. Anche per lui esperienze da manager come quella in Fastweb e in Chili, piattaforma di distribuzione di film in streaming. Capo dipartimento per gli affari economici a Palazzo Chigi tra il '92 e il '97, è stato poi direttore generale di Confindustria. Lo scorso turno ha visto Parisi al 40,8%.

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