SCHEDA Caso Ruby, ecco come è nato

Milano, 23 giu. (LaPresse) - Il 27 maggio 2010 Karima El Marough, 17 anni e 6 mesi (è nata l'1 novembre 1992) viene fermata da una volante della polizia in corso Buenos Aires. Caterina Pasquino, un'amica da cui ha dormito qualche sera prima dopo una serata trascorsa in discoteca, l'ha accusata del furto di 3 mila euro in contanti e di alcuni gioielli. La ragazza, minorenne e senza documenti, viene portata in Questura e fotosegnalata. Nel frattempo si cerca una comunità per minori o una casa famiglia a cui affidarla.

La procedura si interrompe bruscamente quando la funzionaria di turno in Questura, Giorgia Iafrate, dopo una serie di telefonate con il dirigiente dell'ufficio Prevenzione Generale, Ivo Morelli, e il pm Annamaria Fiorillo che si occupa del caso, affida Karima, in arte Ruby Rubacuori, alla ex soubrette e consigliere regionale Nicole Minetti. A chiedere che la 17enne venga rilasciata è lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, avvisato da una telefonata della escort brasiliana Michelle Coceicao mentre stava rientrando in Italia da una riunione dell'Ocse a Parigi. In una telefonata al capo di gabinetto della Questura di Milano, Pietro Ostuni, Berlusconi spiega che la giovane gli era 'stata segnalata come nipote di Mubarak'.

Sono le due di notte del 28 maggio quando Ruby e Nicole Minetti escono dalla Questura.

Nasce così la vicenda Ruby. Bunga bunga, burlesque, travestimenti, e 'cene eleganti' ad Arcore finiscono di lì a poco sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Lunedì 24 giugno 2013 i giudici della quarta sezione penale di Milano hanno condannato Berlusconi a 7 anni di carcere per i reati di prostituzione minorile e concussione per costrizione invece che per induzione come ipotizzato dall'accusa. ll collegio, presieduto da Giulia Turri e composto anche da Orsola De Cristofaro e da Carmen D'Elia, nelle motivazioni della sentenza, depositate il 21 novembre 2013, spiegano come Berlusconi fece sesso in cambio di soldi e gioielli con Ruby, quando la ragazza era minorenne. Il leader di forza Italia, secondo i giudici di primo grado, era il 'regista del bunga bunga' e Ruby era inserita stabilmente nel 'collaudato sistema prostitutivo di Arcore'.

Una sentenza 'severa ma giusta', per il Pg Piero De Petris, che ha chiesto ai giudici della seconda Corte d'Appello di Milano di confermare la condanna di primo grado. La difesa invece, per gli avvocati Franco Coppi e Filippo Dinacci, ha chiesto l'assoluzione per 'insussistenza dei fatti' contestati, ma punta anche all'annullamento o alla riforma della sentenza di primo grado sostenendo l'inutilizzabilità delle intercettazioni e l'incompetenza territoriale del tribunale di Milano sulla vicenda. E il collegio presieduto da Enrico Tranfa, dopo appena tre ore di camera di consiglio, ha deciso di dare ragione alla difesa assolvendo Silvio Berlusconi.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata