Sbarchi, Letta: Senza Mare Nostrum ancora migliaia di vittime

La Valletta (Malta), 11 nov. (LaPresse) - "Ringrazio il premier di Malta Muscat per la collaborazione con cui abbiamo operato. La tragedia di Lampedusa ha commosso il mondo e l'Europa e l'Italia, ma si sarebbe potuta ripetere in queste settimane con migliaia di migranti che avrebbero perso la vita con le stesse modalità del disastro di Lampedusa, questo non è accaduto grazie all'impegno dei militari". Così il premier Enrico Letta, in visita a Malta per seguire da vicino l'operazione Mare Nostrum sull'immigrazione, in conferenza stampa con il premier maltese Joseph Muscat.

LETTA: "SERVONO DECISIONI EUROPEE". "Abbiamo bisogno - ha detto Letta - di decisioni europee e di andare al Consiglio europeo di dicembre con una comunanza di posizioni che ci consente di ottenere dei risultati subito, in particolare per quanto riguarda la triangolazione dell'Ue coi pesi terzi. C'è bisogno di una iniziativa europea con la Libia per condurre in maniera diversa il lavoro di pattugliamento delle frontiere".

LETTA: "MEDITERRANEO NON SIA UN MARE DI MORTE". "Il Meditterraneo - ha sottolineato il premier - non è e non può essere un mare di morte. Il Mediterraneo è un mare di vita, di sviluppo e di scambi. per questo faremo una battaglia forte in Europa". "C'è bisogno - ha aggiunto - di una nuova politica europea verso l'Africa e il Medioriente. La politica europea su questo in questi venti anni è fallita".

LETTA: "MALTEMPO NON FERMERA' GLI SBARCHI". "Quanto sta accedendo nel Mediterraneo - ha continuato - non è limitabile dal maltempo. Per scappare da uno Stato fallito non è il bel tempo o il maltempo che condiziona. E queste tragedie cui abbiamo assistito ed abbiamo evitato con la operazione Mare Nostrum è fondamentale". "Eurosur, Frontex e rapporto con paesi terzi. Sono i temi - ha sottolineato - sui quali abbiamo bisogno di risposte".

PREMIER MALTA: "DARE UN MESSAGGIO FORTE AI TRAFFICANTI". "Da parte nostra non faremo le belle statuine", ha detto per parte sua Muscat. "Siamo disillusi - ha aggiunto Muscat - su quello che ha fatto l'Ue. Dobbiamo mandare un messaggio forte agli scafisti. Siamo disposti a continuare a salvare la gente ma bisogna dare un messaggio forte ai trafficanti". E poi, ha continuato, "chi non ha il diritto d'asilo deve essere mandato indietro ai Paesi d'origine. Se uno non viene accettato l'Ue si deve fare carico di provvedere ai voli di ritorno verso i Paesi d'origine. Vogliamo come prima misura minima che l'Ue faccia questo".

PREMIER MALTA: "FINO A POCO TEMPO FA ABBANDONATI DA UE". "Quando uno prende decisioni, le decisioni si devono prendere. Noi fino a poche settimane fa eravamo abbandonati dalla Ue, gli unici alleati erano l'Italia e altri paesi mediterranei. 'Non escludiamo respingimenti' era provocazione voluta verso la Ue, per far capire che era insostenibile lasciare lo status quo. Questa non è una questione di normalità, non è normale avere 200 persone che ogni giorno attraversano il mare con la barca per andare in Europa".

PREMIER MALTA: "FACCIAMO PIU' DI QUELLO CHE LE NOSTRE RISORSE CI PERMETTONO". "Non c'è niente di scontato - ha sottolineato - in quello che stiamo facendo, stiamo facendo di più di quello che le nostre risorse ci permettono. Questo è il messaggio che trasmettiamo all'Europa, talvolta anche con gesti provocatori".

PREMIER MALTA: "NUOVO ACCORDO CON LA LIBIA". "Siamo in procinto - ha poi annunciato - di fare un accordo con la Libia sulle questioni marittime, un incrociatore si sta trasformando in nave di guardia costiera. L'accordo servirà ad aiutare la Libia a fare un pattugliamento efficace delle frontiere".

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