Santanché rottama il Pdl, il partito resiste e Berlusconi si dissocia

Roma, 18 ott. (LaPresse) - C'è chi rottama e chi azzera. La politica italiana sta cambiando pelle, l'ultima a ribadirlo è l'epigona pdlellina di Matteo Renzi, l'eterna Daniela Santanché. La compaesana di Flavio Briatore, non fa sconti ai vertici del Pdl dalle pagine del Foglio: "L'apparato è un cancro. Il Pdl va azzerato, chi ha un incarico adesso si deve dimettere a cominciare dal segretario Alfano fino all'ultimo dei coordinatori provinciali. Chi ha più di tre legislature alle spalle non va più candidato in Parlamento, deve sparire. Quelli del partito ancora non hanno capito che la festa è finita, finita" conclude Santanché. Parole che tramortiscono il partito del predellino proprio come quelle di Renzi dirette alla generazione del Pd che ha fallito. "Non mi meraviglia che Daniela Santanchè attacchi il Pdl ed il suo segretario Alfano, in fondo non è mai stata d'accordo con la costruzione del nuovo partito tanto da essersi candidata nel 2008 contro Berlusconi" spiega la vicepresidente dei deputati del Pdl, Jole Santelli. La cuneese Santanché nel 2008 corse infatti per 'La Destra', senza essere eletta. Si chiama addirittura fuori Gaetano Quagliariello: Se si vuol dar vita a un "soggetto politico di plastica che concorra con Grillo in un'area fondamentalmente anti-sistema - spiega - per lealtà e per rispetto nei confronti degli altri e di me stesso mi chiamo fuori". Immediata la solidarietà del segretario Angelino Alfano su Twitter: "Linea sfascista molto chiara. Noi ne abbiamo un'altra. Sono inconciliabili. Non sarai solo (il tweet è indirizzato a Quagliariello), saremo tantissimi #orabasta". Sempre sul social network Twitter si esprime Simona Vicari, dell'ufficio di presidenza del Pdl: "Bene Quagliariello e Alfano. La Santanché piuttosto che pontificare al vento venga a sudare con noi in Sicilia per Nello Musumeci. Non saremo tantissimi... saremo molti molti molti di più".

Parla di 'fuoco amico' il prudentissimo capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Non c'è dubbio che siamo arrivati all'ora di scelte tanto serie e ponderate, quanto chiare perché un partito deve dare una risposta coraggiosa e forte a tutti, agli avversari e anche ad un fuoco che solo per usare un'espressione diplomatica possiamo definire come 'amico'". "Se la linea è discontinuità totale rispetto a certe scelte, volute proprio da quelli che oggi picconano, ci sono anch'io. #orabasta" aggiunge l'ex ministro Giorgia Meloni. Le fa eco l'ex collega Mara Carfagna: "Non è tempo di distruggere ma di costruire". "Siamo contro la rassegnazione" scrive Lupi. "La linea tracciata dalla Santanchè è una stronzata, ma provo ancora a credere che sia solo farina del suo sacco..." tweetta Massimo Corsaro, vice presidente vicario del Pdl alla Camera. La Santanché "non fa bene a nessuno, tantomeno ai nostri elettori ormai smarriti" dichiarano in una nota i deputati del Pdl, Maurizio Bianconi, Marco Martinelli ed Eugenio Minasso. "Oggi più che mai, dobbiamo stare a fianco di Alfano per aiutarlo e sostenerlo anziché criticare tanto per criticare e fare del presenzialismo autoreferenziale e dannoso per il PdL" commenta il deputato e coordinatore vicario del PdL Piemonte, Agostino Ghiglia. Prova a mettere una pezza Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente Silvio Berlusconi: "Le opinioni espresse dalla signora Santanchè, in un articolo apparso oggi sul Foglio, sono frutto di suoi ragionamenti politici personali e non esprimono affatto il pensiero del Presidente Berlusconi".

La partita però appare più grossa, lo conferma Ignazio La Russa: "Avevo ragione. il problema non era tra ex Fi e ex An ma molto più complesso. Riguarda la natura&la vita del Pdl". Gli fa eco Maurizio Gasparri: "Parole sante quelle di La Russa. Le finte polemiche sugli ex An erano un falso scopo. Ora è il momento della verità per tutti. Nessuno escluso. Noi abbiamo spalle larghe. Gli altri dimostrino di averle".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata