Sanità, rinnovato il contratto: aumento di 85 euro al mese
Firmata la pre-intesa. Esulta la ministra Madia: "Concluso un percorso a cui stiamo lavorando da quattro anni"

E' stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto del comparto sanità. L'accordo preliminare - spiega il sindacato Fp Cgil - prevede di erogare per il 2018 aumenti retributivi fino a 95 euro mensili. Arriveranno inoltre gli arretrati 2016 e 2017 e ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio. Nell'intesa sono previsti congedi per le donne vittime di violenza e l'ulteriore esenzione per un anno da turni disagiati, oltre 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo). Sono quindi garantiti fino a 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale. Dal contratto viene escluso il Jobs Act, a partire dal mantenimento dell'articolo 18, e viene eliminata la legge Brunetta.

Soddisfatta la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che su Twitter scrive: "Firmato #contratto sanità. Grazie a tutti coloro che ogni giorno si occupano della nostra salute. Concluso un percorso a cui stiamo lavorando da quattro anni: il rinnovo del contratto, fermo da quasi 10 anni, di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici".

 

 

Una "giornata positiva per la sanità italiana", commenta Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, "e per i lavoratori che giorno dopo giorno, con dedizione, fanno in modo che il servizio sanitario nazionale continui a funzionare, abbia una buona qualità e garantisca un diritto fondamentale dei cittadini come quello della tutela della salute".

"Passo dopo passo, andiamo avanti e dopo lo sblocco del contratto delle funzioni locali arriva ora il via libera ad un contratto che interessa più di 540mila lavoratori, fra infermieri, operatori sanitari e amministrativi impegnati nel Ssn", prosegue, definendo l'intesa, "un segnale importante dopo l'accordo raggiunto per il riparto del fondo sanitario che assicura comunque dal 1° gennaio 2019 l'incremento di un miliardo delle risorse destinate al servizio sanitario".

"Anche i lavoratori della sanità - aggiunge Massimo Garavaglia, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità (ed assessore della Lombardia) - avranno a partire dal 1° marzo 2018 un incremento delle retribuzioni, mediamente 85 euro al mese. Un risultato non scontato. Abbiamo agito con grande senso di responsabilità, nonostante il mancato incremento di risorse del fondo sanitario di quest'anno per questo scopo. Adesso andiamo avanti anche per la medicina convenzionata e la dirigenza sanitari. Noi gli atti integrativi li abbiamo già sbloccati ed inviati".

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