Salvini rincara la dose sul censimento rom: "Non mollo". Conte: "E' solo contrasto all'illegalità"
Il ministro dell'interno torna sul tema dopo una parziale smentita. "Non accusatemi di razzismo, ci ha provato anche la sinistra"

Nuovo giorno, ma nessun passo indietro. Matteo Salvini rincara la dose sul censimento dei rom e su Facebook ribadisce: ""Censimento" dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è RAZZISMO. Io non mollo e vado dritto! Prima gli italiani e la loro sicurezza". E sempre sui social annuncia: "Questa mattina a Carmagnola (Torino), dove amministra la Lega, è stata abbattuta una casa abusiva in un campo Sinti non autorizzato. Dalle parole ai fatti".

Parole di sostegno (con un'ulteriore precisazione) arrivano dal premier Giuseppe Conte. "Qui nessuno - ha precisato il presidente del Consiglio - ha in mente di fare schedature o censimenti su base etnica, che sarebbero peraltro incostituzionali in quanto palesemente discriminatori. Il nostro obiettivo è individuare e contrastare tutte le situazioni di illegalità e di degrado ovunque si verifichino, in modo da tutelare la sicurezza di tutti i cittadini. Per quanto riguarda le comunità rom, ben vengano iniziative - peraltro già sperimentate negli anni in varie città italiane - mirate a verificare l'accesso dei bambini ai servizi scolastici, alla luce del fatto che non di rado vengono tenuti lontani dai percorsi obbligatori di istruzione e formazione cui ogni minore ha diritto".

La posizione del ministro non è stata accolta con favore in Europa. "Capisco che l'Italia si aspetti solidaretà dai suoi vicini, ma la risposta non può essere la chiusura delle frontiere, i nazionalismi, o la stigmatizzazione di alcune popolazioni: va invece creata, assieme, una vera politica di asilo", ha commentato il commissario europeo Pierre Moscovici.

Ai microfoni di Telelombardia, lunedì Salvini aveva dichiarato: "Serve una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti", quindi "rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un'anagrafe, una fotografia della situazione". E se gli stranieri irregolari andranno "espulsi" mediante accordi fra gli Stati, "i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa". Parole che avevano suscitatato una forte polemica, tanto da portarlo a una parziale smentita: "Non parlavo di schedatura, ma di monitoraggio". E lo stesso Luigi Di Maio si era dichiarato favorevole a questo passo indietro: "Mi fa piacere che il ministro Salvini abbia smentito questa idea di schedatura, che sarebbe stata inconstituzionale".

Le nuove dichirazione hanno portato nuove repliche. Chi si aspettava altri commenti di Roberto Fico all'azione politica del ministro dell'Interno resterà deluso. "Ho già detti ieri da Napoli quello che dovevo dire. Sono d'accordo con le dichiarazioni di Luigi". È tornato alla carica invece il segretario reggente del Pd Maurizio Martina: "Noi diciamo che è un problema alimentare ogni giorno e ogni ora questa spirale di paure e propaganda, come sta facendo il nostro vicepremier creando un conflitto tra il ruolo politico e quello istituzionale che rappresenta. Siamo a un punto di non ritorno su questo tema. Dobbiamo affrontare i problemi con serietà, non alimentare la propaganda Stiamo toccando uno dei temi più delicati del nostro tempo cioè il rapporto tra istituzioni, cittadini e territorio, ma proprio per questo dobbiamo misurare le parole, noi non vogliamo partecipare a questo gioco pericoloso per il Paese".

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