Salvini minimizza: "Non temo il ritorno dei fascismi, è una polemica surreale"
Frecciata a Boldrini: "Io cattivo maestro? Pensi tre volte prima di parlare"

"Io non temo il ritorno dei fascismi e dei comunismi, sono democratico". Il segretario della Lega, Matteo Salvini, parlando del raid di Macerata e del clima nel Paese, minimizza l'allarme lanciato da più parti a proposito di un violento ritorno di frange estremiste. "Mi sembra una polemica surreale, agitata da una parte politica", aggiunge a Radio1. "Qualcuno interpreta la richiesta di controlli come fascismo, andrebbe ricoverato". 

Poi la stoccata alla presidente della Camera Laura Boldrini che lo ha definito 'il più cattivo dei maestri': "I cattivi maestri evocano le brigate rosse, un periodo tragico, la signora in questione dovrebbe pensarci tre volte prima di parlare".

A proposito della presa di distanza di Roberto Maroni dall'autore con simpatie leghiste del raid, il leader del Carroccio non si scompone. "Le critiche di Maroni? Non mi toccano, le polemiche interne o esterne sono l'ultima cosa a cui guardo". 

Anche ieri sera, ospite a 'Non è l'Arena', Salvini è tornato a parlare dei fatti di Macerata. "Voglio un'Italia dove si viva tranquilli, semplicemente un po' di regole. Dove si faccia la spesa e si prenda a un autobus senza paura. Dove un anziano può andare in ospedale senza poi trovare al ritorno la casa popolare occupata. Dove chi sbaglia paga: se sbaglia un italiano lo metto in galera, se sbaglia chi non è italiano lo rimando al suo paese che ne abbiamo già troppi in carcere". "La violenza - ha aggiunto - è sempre da condannare. Con la violenza che si risolve nulla. Condannando questo episodio ho però il dovere di dire che cercherò di evitare fatti come quelli di Macerata, aumentando le espulsioni e dando più supporto alle forze dell'ordine. Volere è potere"

E in merito all'immigrazione in generale ha specificato: "Gli italiani non sono razzisti: i nostri padri e nonni sono dovuti scappare con la valigia in mano. Però erano diversi da quelli che arrivano oggi: nessuno ai nostri nonni pagava la colazione e pranzo come avviene in Italia. Il problema non è l'immigrazione ma l'immigrazione clandestina. In Italia ci sono cinque milioni di immigrati regolari che sono i benvenuti. Il problema sono i 7-800mila immigrati irregolari che devono tornare a casa". 

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