Salvini esclude strappo con Berlusconi. E Insieme: "Zero possibilità per intesa M5S-Pd"
I leader di Fi e Lega sono in Friuli Venezia Giulia a sostegno del leghista Massimiliano Fedriga candidato alla Regione al voto domenica

Passa dal Friuli Venezia Giulia la tenuta del centrodestra. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, in campagna elettorale a sostegno del leghista Massimiliano Fedriga nella Regione al voto domenica, ribadiscono l'unità della coalizione, ma non si incontrano durante il tour, che vede impegnata anche la presidente di FdI, Giorgia Meloni. La sostanza è che subisce una smentita la voce di una rottura della Lega, ma il risultato è un'altra pace armata tra il Cav e il segretario del Carroccio.

Resta il fatto che la partita da giocare con i "secondi arrivati", i Cinquestelle, vede i due leader su posizioni ancora lontane. E, se al Cavaliere non vanno giù i "veti" dei grillini, il segretario del Carroccio non digerisce la loro politica dei due 'forni'. Mollare Berlusconi? "No, non vedo perché dovrei cambiare idea ogni quarto d'ora, non faccio come Renzi e Di Maio. Mi presento alle elezioni con una squadra e vado con quella squadra", chiarisce il leader leghista. E il numero uno di Forza Italia sentenzia: "Non è vero che Salvini abbandonerà il centrodestra. È una persona leale che mai spezzerà il voto che ha messo insieme gli italiani".

In ogni caso, Salvini va dritto per la propria strada e detta una linea 'interventista': "Se qualcuno continua a fare i capricci, l'unica via sono le elezioni il prima possibile, anche prima dell'estate. Con l'aria che tira, qualcuno la maggioranza la porterà a casa". Mentre Berlusconi si dice pronto a un governo di minoranza a guida centrodestra. "Sì - argomenta - un esecutivo di chi ha vinto le elezioni, che si presenta con un programma molto concreto, tre-quattro cose concrete da fare nei primi cento giorni e si presenterà in Parlamento per ottenere anche altri voti oltre ai suoi e, magari attraverso delle astensioni", ottenere la fiducia. Su questo punto i due leader sono d'accordo, ma con sfumature diverse. Per Salvini, infatti, "o c'è un governo di centrodestra o non c'è nessun governo, e si torna a votare e - rincara la dose - vinciamo da soli. Questo lo dico a qualcuno che è arrivato secondo e vuole dettare le regole e lo dico sottovoce anche a chi pensa di non escludere di ragionare con Renzi e con il Pd. Mai con Renzi e con il Pd, né in Friuli Venezia Giulia né in Italia, abbiamo già dato".

Ecco la stoccatina dal palco di Trieste per Berlusconi, dopo aver ammesso: "Per carità di Dio, è vero che anche all'interno del centrodestra c'è qualcuno che passa il tempo a costruire e c'è qualcuno che passa il tempo a disfare, chi a ricucire e chi dedica il tempo a insultare. Però, fino a poco tempo fa avrebbero detto che la Lega è populista, fascista, sovranista e pericolosa. Adesso abbiamo fatto professione di fede e di pace, con calma". E il rapporto con i Cinquestelle? A detta di Berlusconi, con i pentastellati "non c'è nessuna possibilità visto che io non ho posto veti, ma Di Maio dice che sono il male assoluto e non si vuole sedere a un tavolo". Poi il leader azzurro ribadisce: "Vengo raggiunto quotidianamente da tante telefonate dei colleghi" in Europa che chiedono "che l'Italia possa avere un argine al Movimento 5 Stelle, al movimento populista italiano". Dal canto suo, Salvini è sicuro del fatto che Pd e Cinquestelle hanno "zero" possibilità di formare il governo, perché "è un accordo contronatura". Ma, nel contempo, tende un'altra volta la mano al leader pentastellato: "Di Maio faccia un bagno di umiltà e torni al tavolo con il centrodestra unito". Unito? Almeno a parole, anche se gli itinerari di giornata in Friuli Venezia Giulia sono stati diversi.

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