Salvini carica la Lega: "Siamo il primo partito, saremo riferimento in Ue"

Fare il botto alle elezioni del 26 maggio permetterebbe ai leghisti di far pendere ulteriormente dalla propria parte l'ago della bilancia nell'alleanza di governo

La Lega punta forte sui prossimi appuntamenti elettorali. L'obiettivo sono le urne del 26 maggio "per un'Europa che cambia, sogna, fa poche cose e le fa bene". Ma c'è una serie di scadenze, dalle regionali in Basilicata del 24 marzo alle elezioni comunali in Sicilia e in alcuni capoluoghi ad aprile, a cui il partito di via Bellerio guarda con interesse. Senza dimenticare il Piemonte della Tav, chiamato a votare sempre il 26 maggio.

Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti si presentano seduti accanto davanti a taccuini e telecamere dopo il Consiglio federale del partito in via Bellerio, a Milano, e ribadiscono che c'è sintonia di pensiero tra i due. "Io e Giancarlo ogni giorno sorridiamo quando c'è qualche analista che vede divisioni nella Lega. C'è un equilibrio e una divisione dei poteri che fa solo del bene", chiarisce il segretario. E poi va oltre: "Abbiamo la responsabilità di essere la prima forza politica italiana. Dopo il 26 maggio, saremo riferimento a livello continentale". Dal Carroccio fanno sapere che resta la vicinanza con Marine Le Pen, ma sono continui i contatti con l'ungherese Viktor Orban ("Sarebbe una scelta folle del Ppe privarsi di un premier democraticamente eletto", attacca Salvini) oltre che i rapporti con l'Enf dell'austriaco Sebastien Kurz e i conservatori polacchi. Un lavoro di mediazione affidato al nuovo responsabile Esteri del partito, l'europarlamentare Marco Zanni, ex M5S. E a metà aprile a Roma ci sarà un primo evento con gli alleati europei.

Fare il botto alle elezioni del 26 maggio, insomma, è l'obiettivo. Perché permetterebbe ai leghisti di far pendere ulteriormente dalla propria parte l'ago della bilancia nell'alleanza di governo. Ma il Carroccio viaggia lancia in resta anche verso le amministrative e intende chiudere la partita delle candidature dei sindaci in settimana. "Abbiamo il 30%. Ci confronteremo a breve con gli amici del centrodestra, ma il 99% del lavoro è fatto", assicura il vicepremier lanciando una frecciatina più a Silvio Berlusconi che a Giorgia Meloni.

Fra i temi sul tavolo a livello nazionale, a detta della Lega, c'è l'interesse a sbloccare i cantieri e le opere pubbliche "rivedendo il malefico codice degli appalti partorito da quei geni che ci hanno preceduto" (Salvini dixit), ma il nodo autonomia è uno dei primi da sciogliere. Tanto che dai governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, è arrivato l'appello a "un iter spedito" per l'approvazione dell'autonomia "auspicando il contributo costruttivo (ma rapido) del Parlamento". E non solo. Perché il ministro dell'Interno dice convinto: "Io sono molto più concentrato sulla legittima difesa che sul caso Diciotti".

Nel duello a distanza con i Cinquestelle, ancora, Salvini esclude che il presidente Giuseppe Conte possa mettere i bastoni fra le ruote per le Olimpiadi invernali 2026 dopo il via libera ai fondi per le Atp Finals di Torino della pentastellata Chiara Appendino. "Ci sarebbe un ritorno economico vero, senza analisi-costi benefici, di almeno un miliardo di euro", sottolinea il segretario, a cui interessa non scontentare, ovviamente, lombardi e veneti. E Giorgetti, le cui parole di domenica in tv sulla Tav hanno fatto rumore, sintetizza: "Credo che siamo in grande salute, diamo un contributo fondamentale a questo governo, di spinta e di responsabilità. Non siamo noi a creare problemi, anzi contribuiamo a risolverli. Punto".

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