Salvini apre ai M5S: "Tutto possibile tranne il Pd". Ma Berlusconi: "Porta aperta per cacciarli"
Salvini inizia un giro di telefonate per le presidenze delle Camere. Di Maio: "Possibile svolta col contributo di tutti"

Escludere il Pd e aprire cautamente a M5S. Sembra questa la linea uscita dal vertice di ieri del centrdestra che, oggi, Salvini ha fornito ai giornalisti nella versone leghista. Una posizione che, però, Silvio Berlusconi interpreta già in modo molto diverso: "Una apertura per un governo con i 5 stelle?"Ho aperto la porta per cacciarli fuori." ha detto il leader di Forza Italia entrando a Montecitorio per la riunione con i neoeletti di FI

L'incontro di Salvini con i giornalisti si è svolto oggi nella sede della Stampa estera. "A quali scenari si può pensare, per formare un governo?" ha chiesto un giornalista: "Fatta esclusione per il Pd, tutto è possibile". E poi: "Lavoriamo per un governo con una solida maggioranza politica, non recuperando questo o quel transfuga. Stiamo lavorando a un programma da offrire al Parlamento e a tutti gli altri. Non ho la smania di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi, ma non sono disponibile a partecipare a un governo a ogni costo, per fare il ministro per qualche mese". Ma su cosa si potrebbe basare un'eventuale apertura ai 5 stelle? "Con i 5 stelle c'è una differenza culturale di fondo: noi vogliamo coltivare il lavoro mentre - a quanto capisco leggendo, ma bisogna capire - la loro proposta si fonda più sull'assistenza che lo sviluppo. Poi però bisogna vedere quando dalle parole si passa ai fatti". E, comuqnue, ha sottolineatio il leader della Lega "Stiamo lavorando per dare un governo a questo paese, un governo che parta dal programma del centrodestra che è aperto a contributi e proposte, ma non stravolgimenti".

Sul metodo di formazione del governo e sui punti programmatici, Salvini ha risposto così: "Non mi interessa chi vince: abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto, siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c'è condivisione di progetto ragioniamo".

E Salvini, oggi si attaccherà al telefono per aprire il dialogo con gli altri leader. Il primo punto sarà le presidenze delle camere: "Oggi cercherò Di Maio al telefono, non so dove si trova, e come lui cercherò anche Martina".  Il giro di telefonate di Salvini servirà a sondare le altre forze politiche sulle "figure di garanzia" che devono presiedere Camera e Senato. Queste conversazioni per i due rami del Parlamento, ha sottolineato Salvini, sono separate dai ragionamenti sul governo, per il quale si porta avanti una posizione comune di centrodestra.

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