Salvati in mare 500 migranti, 8 morti. Al lavoro anche Msf
Il Codacons e il centro destra chiedono di mettere fuori dal sistema chi non ha firmato il codice

Il giorno dopo l'accordo sul Codice di condotta e la mancata firma di Msf, il mar Mediterraneo continua a restituire migranti in fuga e, purtroppo, anche cadaveri. La Guardia Costiera italiana ha soccorso oggi in 4 operazioni circa 500 persone al largo della Libia. Nell'ultima, da poco conclusa, sono stati trovati a bordo di un gommone carico di migranti anche 8 cadaveri. Il mezzo è stato intercettato a circa 20 miglia dalle coste del Paese africano. I cadaveri sono stati caricati a bordo della nave "Aquarius" una delle due unità (l'altra è la "Prudence") che fanno capo a Medici Senza Frontiere. Allo stato attuale, dunque, la Guardia Costiera non sembra intenzionata a "cacciare" Msf dal "sistema" dei soccorsi in mare come richiesto dal Viminale D'altra parte, sono anni che i volontari di Msf partecipano alle operazioni con piena soddisfazione della Guardia Costiera.

Sulla questione, oggi, sono intervenuti il Codacons e diversi rappresentanti del centrodestra (Brunetta in testa). Tutti per chiedere che chi non ha firmato il Codice sia messo fuori dall'operatività. Il Codacons ha addiruittura deciso di presentare una diffida:  "Il rifiuto di Msf di firmare il Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare è un atto gravissimo, una forma di ribellione a regole sacrosante e necessarie per mettere ordine al settore - spiega il presidente Carlo Rienzi -. Medici senza frontiere non può arrogarsi il diritto di decidere in totale autonomia le regole, né può sottrarsi alle decisioni dello Stato. Per tale motivo e di fronte a un comportamento che riteniamo inaccettabile, abbiamo deciso di diffidare il ministero dell'Interno affinché revochi con effetto immediato a Msf il permesso di svolgere attività di salvataggio in mare".

Il tma "scalda" anche la Ue. Oggi ne ha parlato anche Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea per Migrazione e Affari interni che ha accolto positivamente la firma del Codice "che era stato unanimente sostenuto da tutti i ministri degli Interni al consiglio Ue". Per la Bertaud chi non ha firmato dovrebbe incorrere in sanzioni: "Chiaramente le conseguenze sono che le ong che non firmano non potranno beneficiare della garanzia di accedere a tutti i portim garantite dalle autorità italiane. Ma la legge internazionale continua ad essere valida in tutte le circostanze".

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