Salva-stati, attesa per discorso Conte. Opposizioni attaccano, si cerca intesa Pd-M5S
Salva-stati, attesa per discorso Conte. Opposizioni attaccano, si cerca intesa Pd-M5S

Il premier alle 13 alla Camera e alle 15 in Senato

Le divisioni nella maggioranza rimangono e le opposizioni non mollano: il governo non deve firmare il salva Stati. La tensione sul Mes - il Meccanismo di stabilità europeo - é  oltre i livelli di guardia, con un vertice fiume a Chigi alla vigilia del momento più atteso: l'informativa di Giuseppe Conte oggi alla Camera e al Senato.

"In Parlamento inizieremo a spazzare via tutte le fesserie che sono state dette, ne ho ascoltate tante, io come sempre mi confronterò con il Parlamento", spiega il premier. Non trapela nulla sul discorso, che farà chiarezza su un trattato che sarà affrontato mercoledì all'Eurogruppo. Di certo il Pd al momento punta a difenderlo, mentre il M5S sceglie la strada del silenzio domenicale, dopo aver ribadito più volte come "servano diverse modifiche".

"Cosa mi aspetto da Conte sul Mes? La verità. Il nuovo Mes sarebbe un danno enorme per l'Italia e gli italiani", attacca Matteo Salvini, pronto in Senato ad affrontare il suo ex premier cercando di sfaldare la maggioranza di governo. Sul Mes "mi auguro che il M5S non cambi idea per salvare qualche poltrona visto che l'hanno sempre pensata come noi", ribadisce il leader leghista, con la leader di Fdi Giorgia Meloni che attacca: "Se Di Maio ha un minimo di dignità che gli rimane in corpo non dovrebbe fare proclami ma ha i numeri in aula per far cadere il Governo, è lui a decidere. Di Maio basta proclami, una volta tanto prendi una decisione seria".

"Noi non possiamo pensare di firmare al buio. Quando avremo letto tutto potremo valutare se convenga all'Italia, è sano non accelerare in maniera incauta e aspettare la fine dei negoziati su vari aspetti", é invece la linea ufficiale del capo politico del M5S, che non vede di buon occhio neanche l'exit strategy di un pacchetto Europeo che contenga Mes e norme sull'Unione bancaria.

E il Pd? Dal Nazareno traspare sicuramente preoccupazione per la situazione, anche se una figura di spicco come il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni prova a rassicurare: "L'Italia non rischia nulla". Non sono in pochi però a temere che il Mes possa diventare un ostacolo arduo per il percorso governativo, tanto che uno dei padri nobili del partito come Pierluigi Castagnetti chiosa: "È oggettivamente sempre più difficile continuare a governare in questo modo, dove i 5S rimettono in discussione ogni cosa ogni giorno, pensando solo a un molto ipotetico vantaggio elettorale e disinteressandosi dell'interesse e della credibilità del paese. Caliamo il sipario?". Una posizione sovrapponibile a quella di un pentastellato anti-Pd come Gianluigi Paragone, che si augura la "fine del governo".

Nel vertice notturno a a Palazzo Chigi si sono confrontati per ore Conte, Gualtieri, Dario Franceschini, Di Maio e Roberto Speranza, mentre ha marcato visita Italia Viva, ufficialmente perché il capo delegazione Teresa Bellanova non era presente a Roma. In realtà il segnale é quello di tirarsi fuori da un tema che non vede coinvolto il partito di Renzi, ma solo i due azionisti di maggioranza dell'esecutivo.

 

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