Salone del Libro di Torino, avvisi di garanzia per Fassino e Parigi
Reati ipotizzati: falso in bilancio, turbativa d'asta e falso in atto pubblico. Gli interessati: "Piena fiducia nella magistratura". Il governatore del Piemonte Chiamparino: "Un avviso a tutela degli indagati"

Avvisi di garanzia nell'ambito dell'Inchiesta sul Salone del Libro, per l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino e per l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi. I reati ipotizzati sono falso in bliancio, turbativa d'asta e falso in atto pubblico. La vicenda risale ad alcuni anni fa (presunto peculato dell'allora organizzatore Rolando Picchioni), ma ripercorre le assegnazioni delle successive edizioni e le relative gare. La procura indaga anche sul marchio del Salone, il cui valore, inserito a bilancio, è servito a coprire una parte del deficit e sulla nomina del presidente della DMO Piemonte Marketing Scarl.

"Nel pomeriggio di oggi ho ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino un avviso di garanzia con riferimento alle indagini sul salone internazionale del libro di Torino. Sono assolutamente sereno, avendo sempre operato nell'interesse della Città di Torino". ha detto Fassino dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia. Simile la reazione di Antonella Parigi che ribadisce "la propria fiducia nell'operato della magistratura, cui offrirà la massima collaborazione",

Sulla questione interviene anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: "Nell'apprendere le notizie riguardanti gli odierni invii degli avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sul Salone del Libro di Torino, ricordo che mai come in questo caso l'avviso di garanzia vale come atto a tutela dei diritti delle persone indagate. Ribadisco quindi piena fiducia nell'operato dell'assessora Parigi, e sottolineo che sulla vicenda del Salone del Libro siamo sempre stati tutti guidati da un solo obiettivo, quello di rafforzare la manifestazione e quindi di fare l'interesse della città".

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