Ruby: Non sono una prostituta, mi hanno colpito per attaccare il Cav

Milano, 4 apr. (LaPresse) - "Non sono una prostituta". Con queste parole, Karima El Marough, in arte Ruby, si è presentata stamane davanti al tribunale di Milano, sottolineando che la stampa, per colpire l'ex premier Silvio Berlusconi, ha attaccato lei. Ruby ha annunciato che chiederà di essere sentita dai magistrati. "A 17 anni - ha detto - non sapevo nemmeno chi fossero i pm, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confronti che non mi appartiene, ma mi coinvolge, mi ferisce". Ruby ha letto un comunicato stampa lungo 6 pagine sulle scale del tribunale e si è presentata con un cartello che recitava "Caso Ruby: La verità non interessa più?".

"Non voglio essere vittima di questa situazione - ha aggiunto la giovane marocchina - non è giusto. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, voglio raccontare l'unica verità possibile e lo voglio fare in sede istituzionale". "Mi dispiace per aver mentito anche sulla parentela con Mubarak e di aver detto bugie sulle mie origini, ho giocato di fantasia perché il vecchio passaporto me lo ha permesso". La giovane marocchina ha mostrato a fotografi e telecamere un passaporto scritto in arabo in cui affermava ci fosse scritto Mubarak. "Presentarmi come la nipote di Mubarak - ha aggiunto - mi serviva a costruire una vita parallela, diversa dalla mia. Mi serviva a mostrare un'orgine diversa, lontana dalla povertà in cui sono nata e cresciuta e dalla sofferenza che ho patito prima e dopo aver lasciato la mi famiglia in Sicilia".

"La colpa della mia sofferenza è anche di quei magistrati che, mossi da intenti che non corrispondono a valori di giustizia, mi hanno attribuito la qualifica di prostituta, nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuto con Silvio Berlusconi". Ruby ha attribuito le sue attuali sofferenze a pm e giornalisti che avrebbero strumentalizzato la sua storia. La giovane marocchina si è anche commossa quando ha raccontato che dopo aver partecipato alla messa di Pasqua con il suo compagno Luca Risso e la figlia, una donna ha detto a voce alta, rivolgendosi alla bambina: "Speriamo non diventi come sua madre".

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