Roma, anche i trombettieri tra gli scontrini di Ignazio Marino

Roma, 20 ott. (LaPresse) - Durante la conferenza stampa che oggi il sindaco di Roma ha dedicato allo scandalo degli scontrini, sono saltati fuori anche i trombettieri di Vitorchiano, figura cerimoniale sconosciuta ai più. Ignazio Marino ha puntato il dito contro M5S e An-Fdi, che hanno preparato gli esposti sulle spese sostenute dal primo cittadino. Gli autori degli esposti, secondo Marino, "o sono in malafede o sono ignoranti, perchè bastava approfondire" per scoprire che tra le spese sostenute dal Campidoglio c'è anche il lavaggio degli abiti dei trombettieri provenienti da Viterbo.

"In uno degli esposti c'è scritto che il sindaco avrebbe utilizzato risorse pubbliche per la tintoria - ha spiegato il sindaco - la tintoria non è dei miei abiti, ma per lavare gli abiti storici dei trombettieri di Vitorchiano che, come voi certamente avete visto, quando i capi di Stato e i dignitari esteri - come il presidente del Messico o il primo ministro del Giappone - sono venuti, durante i mesi della mia consiliatura in Campidoglio, sono stati ricevuti con un tappeto rosso messo ai bordi della Maserati dello Stato italiano, con cui viene accompagnato il capo dello Stato. Il tappeto rosso e gli abiti bianco-rossi dei trombettieri che annunciano l'apertura della portiera, vengono conservati, come è giusto, e lavati in tintoria".

Vitorchiano, comune di circa 5mila anime in provincia di Viterbo, riceve un appannaggio annuale dalla città di Roma, tratto dalle imposte comunali, che serve a retribuire la Guardia del paesino. Tra i suoi compiti c'è anche, in effetti, quello di suonare le particolari trombe romane, dette clarine, in occasione delle principali manifestazioni pubbliche ufficiali. A Roma, la proverbiale frase "suonare le clarine" significa 'chiamare a raccolta il popolo per la lotta'.

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