Riforme, Renzi a senatori Pd: O si trova punto comune o me ne vado

Roma, 29 apr. (LaPresse) - "La proposta di riforma costituzionale può avere dei limiti, ma non accetto che si dica che è una riforma autoritaria". Queste le parole usate dal segretario del Pd e premier, Matteo Renzi, parlando all'assemblea dei senatori democratici sulle riforme costituzionali. "La mia proposta - ha aggiunto - è in continuità con la proposta dell'Ulivo e della campagna elettorale di Bersani". "Non accetto che qualcuno chiami autoritario chi non la pensa come lui", ha affermato Renzi, "noi faremo tutti gli sforzi fino all'ultimo giorno per trovare un punto comune e se non si trova io sono pronto a fare un passo indietro. A tutti i costi io non ci sto: o così o vado a casa".

I senatori, secondo la riforma di Palazzo Madama che il premier proporrà al Parlamento, "dovranno essere indicati dai consiglieri regionali" lasciando alle Regioni la modalità di scelta. E a proposito dell'Italicum Renzi ha precisato che "ha introdotto il ballottaggio, quello che chiedeva il Pd durante la scorsa campagna elettorale, quando Bersani era il nostro candidato".

"I sondaggi ci danno avanti ma io ho detto ai miei che se li vedo guardare ancora i sondaggi li meno", ha aggiunto Renzi, che su Grillo e Berlusconi ha detto che "non vogliono cambiare verso". Il premier ha poi mandato "un saluto affettuoso" al presidente della Repubblica, attaccato ieri sia dal leader dei 5 Stelle che dall'ex Cavaliere. "Tenere dentro Forza Italia è doveroso", ha però precisato, "significa dire agli italiani che non ci stiamo scrivendo le regole da soli". "Guai a sottovalutare Berlusconi", ha ammonito il premier, "guai ai risolini sui cani e i gatti".

A proposito di Europa, il presidente del Consiglio ha detto che "cambiare le regole del gioco" significa "sbloccare 180 miliardi di euro di fondi europei".

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