Riforme, M5s a Pd: Tempo scaduto, basta incontri

Roma, 18 lug. (LaPresse) - "Ci dispiace per il Pd ma non c'è più tempo". Lo scrivono Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Paola Carinelli, Vito Petrocelli, che hanno partecipato alla delegazione che ieri ha incontrato Renzi, sul blog di Beppe Grillo. "Alla fine, l'incontro con il Pd si è svolto ed è durato un'ora e mezza. Certo, dopo ben 25 giorni di fitto e intenso rapporto epistolare ci saremmo aspettati che arrivassero al tavolo con idee più chiare, una maggiore concretezza e anche più preparati. Ma non si può pretendere la luna", aggiungono i Cinque stelle spiegando che erano pronti a "chiudere ieri" e che non ci saranno altri incontri.

"Ieri al tavolo - scrivono - si è ipotizzato un altro appuntamento. Ma al momento si preferisce la ratifica degli attuali punti fin qui negoziati da parte dei nostri iscritti. Saremo pronti a votare la legge elettorale, inclusiva delle preferenze, direttamente in Aula".

"Il M5S non se la sente di prendere per il culo i cittadini italiani per un'intera estate. Resta comunque la grande soddisfazione per l'apertura e il parere positivo ottenuti sull'introduzione delle preferenze nella legge elettorale che a questo punto diamo per confermati e che voteremo dopo la ratifica della proposta di legge elettorale concordata ad oggi degli iscritti on line".

"Resta comunque la grande soddisfazione per l'apertura e il parere positivo ottenuti sull'introduzione delle preferenze nella legge elettorale che a questo punto diamo per confermati e che voteremo dopo la ratifica della proposta di legge elettorale concordata ad oggi degli iscritti on line. Il tema delle preferenze per noi è fondamentale, è una battaglia iniziata nel 2007 con il primo Vday e con la raccolta di 350.000 firme per l'iniziativa di legge popolare 'Parlamento Pulito'", aggiunge ancora il M5S.

"Quindi, almeno per questo, grazie a Renzi per aver accolto la proposta di un Parlamento di eletti e non di 'nominati'. Del resto Renzi stesso si era pronunciato in passato apertamente contro un Parlamento di 'nominati'. Bisogna dargli atto che, anche se in ritardo, ha mantenuto la sua parola e si spera che la possa mettere in atto. Non crediamo infatti che su questo punto il segretario di un partito che ha avuto il 41 e rotti alle ultime elezioni europee debba chiedere il permesso a un chicchessia di Forza Italia, terza forza politica nel Paese destinata all'implosione e guidata da un pregiudicato", conclude il M5S.

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