Riforme, in Senato via libera ad art. 7. Grasso: Su art. 10 ammessi tre voti segreti

Roma, 6 ott. (LaPresse) - Via libera dell'aula del Senato all'articolo 7 del ddl Boschi con 166 sì, 56 no e 5 astenuti. Lega Nord e Forza Italia hanno ritirato la maggior parte degli emendamenti. Ieri è stato dato il via libera all'articolo 6, relativo alla presa d'atto da parte del Senato della cessazione dalla carica elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da senatore. Il governo con questo voto ha incassato 163 voti a favore, 85 contrari e 3 astenuti. In precedenza la maggioranza ha superato anche l'unico voto segreto ammesso dalla presidenza del Senato sull'articolo 6 bocciando l'emendamento della Lega Nord sulle minoranze linguistiche con 160 no, 107 sì e 2 astenuti. Un risultato che ha visto 55 voti di scarto rispetto ai 44 dell'ultimo scrutinio segreto. All'appello mancavano Lucio Barani e Vincenzo D'Anna (Ala), ieri sospesi per cinque giorni per gli atti osceni fatti nell'aula del Senato venerdì 2 ottobre. L'articolo 6 del ddl riforme costituzionali, che modifica l'articolo 64 della Costituzione, prevede: "Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze parlamentari. Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni".

"Le sedute sono pubbliche, tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta. Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale. I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti l'obbligo, di assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono. I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell'assemblea e ai lavori delle commissioni".

Il governo ha dato parere negati alle modifiche proposte all'articolo 7, che modifica il 66 della Costituzione. L'articolo 7 riguarda l'ammissibilità e la cessazione della carica dei futuri senatori-consiglieri. In aula è presente il sottosegretario Luciano Pizzeti.

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