Riforme, da Governo via libera al nuovo Senato. Renzi: Fine di una discussione trentennale

Roma, 31 mar. (LaPresse) - Superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione del Cnel e revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione. Sono i provvedimenti approvati oggi all'unanimità dal Consiglio dei ministri. "Una svolta", secondo il premier Renzi, che ha anche annunciato che tra martedì e mercoledì della settimana prossima verrà presentato il Def, mentre i decreti per gli 80 euro in busta paga dovrebbero arrivare per la settimana di Pasqua.

"Mettiamo la parola fine - ha detto Renzi - a una discussione trentennale. Noi approviamo un disegno di legge costituzionale che intende superare il bicameralismo perfetto, con quattro paletti: no al voto di fiducia, no al voto di bilancio, no all'elezione diretta per i senatori e no all'indennità per i senatori". Il provvedimento prevede una stretta sui consiglieri regionali e sui rimborsi; il numero di rappresentanti del Senato sarà uguale per ogni Regione, ma c'è la disponibilità, ha spiegato la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, a discuterne, purché si mantenga il dimezzamento dei membri. Nel nuovo Senato, che si chiamerà Senato delle autonomie, è prevista anche la presenza dei sindaci capoluogo di Regione, degli ex presidenti della Repubblica e dei senatori a vita.

La riforma di palazzo Madama, ha detto il premier, "è una novità straordinaria e io sono certo che tra i senatori non ci saranno persone che vorranno sprecare questa occasione. Sta tornando la speranza e io sono sicuro che la maggior parte dei senatori non vorrà cacciare questa speranza". Renzi, che si è detto fiducioso dell'appoggio del Partito democratico e che gli oppositori siano in minoranza, ha annunciato anche che nel ddl costituzionale approvato dal Governo "c'è l'abolizione del Cnel, una sorta di antipasto del taglio che arriverà nei prossimi mesi sulla Pubblica amministrazione".

La ministra Boschi ha spiegato che il Senato avrà competenze in materia costituzionale e che "il bicameralismo perfetto rimane solo in ambito costituzionale". "Si fa chiarezza sul Titolo V - ha detto il premier - ed è un passaggio importantissimo. Mai più l'eccesso di conflitti tra le Regioni e lo Stato. Questo Paese deve essere più semplice". "Io non so se ci sarà un lieto fine - ha detto Renzi -, ma quello di oggi è un buon inizio".

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