Riforme, Binetti: Non basta cambiare Senato, anche regolamenti parlamentari

Roma, 1 ott. (LaPresse) - "Le riforme al Senato stanno arrivando in dirittura d'arrivo: cambieranno profondamente l'assetto del Parlamento ponendo fine a quel sistema di bicameralismo perfetto di cui abbiamo registrato tutti i limiti nelle ultime legislature. Ma al Senato, oltre ai contenuti, stanno cambiando anche le modalità concrete con cui si fanno leggi e riforme. Arrivano in Aula leggi non compiutamente discusse in Commissione, si è creato un algoritmo per clonare all'infinito emendamenti, si riscrivono alleanze e appartenenze per avere i numeri giusti, le decisioni si prendono in un contesto diverso dal Parlamento, per essere certi di avere in Aula i numeri necessari per farli approvare. La riforma dei modi e dei modelli in questo iter della legge sulle riforme istituzionali supera di gran lunga la riforma dei contenuti ".Lo dichiara la parlamentare di Area Popolare, Paola Binetti.

"Non c'è dubbio però che senza riforma dei regolamenti di Camera e Senato non si andrà molto lontano. Eppure alla Camera la giunta per la riforma del regolamento langue e si preferisce procedere con piccoli blitz che aggirano i regolamenti. Anche alla Camera - spiega Binetti - è urgente attivare una linea di riforme per garantire velocità e trasparenza al lavoro parlamentare. Ed è una riforma che non può non cominciare dal Regolamento. Invece si preferisce il grande dibattito politico alla concretezza degli interventi per via regolamentare", aggiunge Binetti.

"Ciò che sta accadendo al Senato è emblematico e mostra come le riforme più urgenti debbano iniziare dai regolamenti e come sia urgente che la Camera riparta proprio dal suo regolamento. Serve un'etica parlamentare che garantisca il rapporto tra cittadini e istituzioni a esclusivo vantaggio dei primi; senza lungaggini inutili, favorendo la calendarizzazione di disegni di legge che giacciono parcheggiati nei cassetti dei presidenti delle commissione, senza sapere se, come e quando potranno essere portati in Aula. Eppure i cittadini si aspettano soluzioni concrete ai loro problemi proprio a partire da questi ddl", conclude Binetti.

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