Riforme, Bianconi (Fi): Ci avviamo verso il disastro

Roma, 9 lug. (LaPresse) - "Noto con rammarico che il preannunciato prosieguo della riunione dei Gruppi parlamentari sul tema delle riforme non ci sarà. Né la riunione prevista per domani, giovedì, dei colleghi senatori può dirsi lontanamente sostitutiva del confronto franco e aperto che si era instaurato. Se non vi sarà un ripensamento, la questione, oltreché di sostanza, sarà il segnale di una volontà, sicuramente non attribuibile al Presidente Berlusconi, di decidere d'imperio e senza condivisione. Non essendovi altra sede che un comunicato stampa, segnalo che a mio avviso essere complici di una riforma che prevede un Senato non elettivo, fortemente voluto da Renzi ad ogni costo e contro ogni parere anche del più benevolo dei costituzionalisti, non porterà di certo il centrodestra a considerarsi padre della Patria insieme al presidente del Consiglio. Ma ci lascerà l'impronta indelebile per decenni di quelli che Lenin tecnicamente chiamava 'gli utili idioti', cioè i nemici portati nel proprio campo che nella convinzione di bene operare nella realtà si scavavano la fossa". E' quanto afferma l'on. Maurizio Bianconi di Forza Italia.

"Insieme a questo, riforma del Senato più Italicum uguale elezioni massimo fra dieci mesi, cioè prima che a Renzi sia chiesto di pagare il conto dal popolo per le sue bugie e le sue millanterie. Insomma, dispiace fare la Cassandra, ma ci avviamo, magari con le migliori intenzioni, al disastro totale del centrodestra, delle sue ragioni, con ineluttabile danno per tutta la comunità nazionale", ha aggiunto Bianconi.

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