Riforma p.a., Madia ringrazia i sindacati e promette un incontro prima del 13 giugno

Roma, 20 mag. (LaPresse) - La ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia ringrazia apertamente i sindacati del pubblico impiego per aver risposto alla campagna di reclutamento idee per la "rivoluzione" della p.a. e promette un incontro prima del prossimo Consiglio dei ministri. Ad annunciarlo è la stessa Madia con un 'cinguettio' su twitter: "Grazie Cgil-Cisl-Uil pubblico impiego per aver risposto a consultazione su #RiformaPa con loro proposte. Ci vedremo presto prima di CDM 13/6". Oggi infatti le sigle di categoria hanno risposto all'appello lanciato da Matteo Renzi e dalla ministra per riformare la p.a. con una nota in cui sono contenute 44 idee e una richiesta.


Viene posto così un punto fermo nel dibattito tra governo e parti sociali sulla riforma: Madia assicura addirittura un incontro prima del Consiglio dei ministri in cui si deciderà del futuro della pubblica amministrazione. Nella conferenza di fine aprile in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva presentato la riforma insieme alla ministra Madia, il premier aveva già anticipato che l'esecutivo sarebbe stato aperto al confronto con lavoratori e parti sociali, salvo specificare "ma il 13 giugno decidiamo noi".


In quell'occasione era stato lanciato l'indirizzo mail "rivoluzione@governo.it" attraverso cui cittadini e dipendenti pubblici possono suggerire le proprie idee. Non solo. Renzi e Madia hanno anche inviato una lettera aperta ai lavoratori della pubblica amministrazione, con i principali obiettivi della riforma, esposti in 44 punti. A questo documento, oggi i sindacati hanno risposto con una contro-lettera di 45 punti: 44 idee e una richiesta. Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, rispettivamente Segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, promettono una "spending review per riqualificare la spesa, eliminare sacche di spreco e investire in servizi efficienti".



L'unica richiesta è il rinnovo del contratto dopo 5 anni di blocco. Seguono poi passo a passo le controproposte. Si parte con lo sblocco dei turnover, "ma l'ipotesi di liberare così 10mila posti è pura fantascienza". C'è l'ok al part time, tra i vari punti, alla mobilità interna ed alla trasparenza. Sui permessi sindacali, che Renzi vorrebbe ridurre del 50%, i sindacati sono possibilisti: "Discutiamone". I sindacati oppongono resistenza invece sulla riduzione a 40 delle prefetture e all'accorpamento delle Sovrintendenze. Sì deciso invece alla riforma del codice degli appalti soprattutto dopo lo scandalo Expo. Bene anche la condivisione dei dati.

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