Respinta sfiducia per Formigoni

Milano, 6 giu. (LaPresse) - E' stata respinta con 49 voti la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. A favore della mozione, presentata da Pd, Sel e Idv, hanno votato 28 consiglieri regionali. Subito dopo il voto, la maggioranza è esplosa in un applauso, suscitando le critiche del consigliere del Pd Mirabelli. Proteste a cui il vicepresidente del consiglio regionale Andrea Gibelli ha reagito vivacemente con altri della maggioranza, tanto che è stato necessario riportare l'ordine in aula. Prima della votazione ha preso la parola Formigoni che ha difeso la sua posizione. "Altri all'estero si sono dimessi. Ma altri all'estero - ha affermato il governatore - hanno riconosciuto che quelle accuse corrispondevano a verità. A me in questi giorni sono state imputate un mucchio di cose che non esistono. Cose di fronte alle quali io mi oppongo e mi opporrò. Io sono il primo difensore della libertà di stampa - ha aggiunto Formigoni, che nei giorni scorsi aveva querelato i quotidiani che avevano riportato stralci degli interrogatori in cui il faccendiere Pierangelo Daccò aveva detto ai pm di Milano di avergli pagato viaggi e vacanze - ma la libertà di stampa ha un limite invalicabile che è quello della verità". "In questi mesi ci hanno rovesciato addosso tonnellate di accuse - ha aggiunto - inchieste giornalisti che non solo avrebbero rovesciato un bufalo ma una mandria di bufali. Come mai? Ho resistito e abbiamo resistito perchè quello che mi viene contestato non è vero e io porterò avanti questa battaglia in tutte le sedi perchè evidentemente non posso permettere che sia infangata la mia persona e il mio ruolo di presidente della Regione Lombardia e dell'azione che ho condotto in questi 17 anni di governo".

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