Renzi: Troppo grasso che cola nel pubblico. Vanno aiutate le industrie

Gussago (Brescia), 6 set. (LaPresse) - "C'è troppo grasso che cola nella macchina pubblica, ridurre gli sprechi, lo fanno tutte le famiglie. Chi prende 1000 euro al mese ce la fa con tanta fatica, ma ce la fa. Se viene richiesta una riduzione del 2%, ce la si fa. L'abbiamo chiesto agli operai e agli imprenditori. Ma chi è che non ha fatto tutto questo? La macchina pubblica". Così il premier Matteo Renzi durante la sua visita alla Bonomi Group Rubinetterie che inaugura oggi un nuovo impianto a Gussago, alle porte di Brescia.

"CON RIFORME MA SENZA IMPRESE NON SI VA DA NESSUNA PARTE, DIFENDIAMO CHI SI ROMPE LA SCHIENA". "Non si va da nessuna parte facendo solo riforme ma senza industrie" ha aggiunto Renzi. "Vai alle Rubinetterie e non al convegno, mi chiedono - ha detto, riferendosi alla trasferta alla Bonomi Group - Sì, perché dobbiamo difendere chi si è rotto la schiena creando dei settori in cui l'Italia è leader".

"FARE BENE SIGNIFICA METTERE PASSIONE E DETERMINAZIONE". "Fare bene le cose - ha detto ancora il presidente del Consiglio - significa anche mettere la passione e la determinazione. A chi racconta sempre che l'Italia non ce la fa, dico che se l'Italia è in una posizione straordinaria nel mondo è grazie a chi tutti i giorni ha fatto le cose per bene. Nel mondo ci invidiano la capacità di fare in modo straordinario i prodotti di tutti i giorni. La differenza tra chi chiacchiera e chi è capace è che i secondi i problemi li risolvono".

"GLOBALIZZAZIONE NON È MINACCIA PER L'ITALIA, IL MEGLIO DEVE VENIRE".

"Il mondo globalizzato ci consegna un mondo con 800 milioni di consumatori in più. In Italia la globalizzazione è stata accolta come una minaccia, invece tante aziende sono state sul mercato perché fanno qui prodotti che nessun altro fa, riuscendo a venderli nel mondo". "Smettiamo di credere alla cultura della rassegnazione - ha aggiunto il premier - gli esperti che dicono che siamo finiti, non ne hanno azzeccata una negli ultimi 20 anni. I nostri figli devono tornare a essere orgogliosi del tricolore, il meglio deve ancora venire".

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