Renzi: Scontato straperdere, ma a un certo punto c'ho creduto

Firenze, 3 dic. (LaPresse) - "Straperdere" il ballottaggio delle primarie del centrosinistra "era scontato", così come era scontato "da tempo" il successo del segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. Il giorno dopo la sconfitta, Matteo Renzi si presenta alle 9.30 a palazzo Vecchio in stile casual, maglione con bottoni e jeans, e si concede ai giornalisti per qualche minuto. Ricalcando le parole pronunciate ieri sera dal palco del comitato alla Fortezza da Basso, Renzi sottolinea che la partita delle primarie "è chiusa": ha perso ed è venuto il momento di mettere la parola 'finish' su quest'avventura. Ora, spiega, ritornerà a fare il sindaco "a tempo pieno".

Eppure, confessa, aveva sperato di diventare il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni politiche, almeno fino all'ultima settimana prima del primo turno: "Sono dispiaciuto - dice - perché a metà ottobre i sondaggi erano fantastici e io ci ho creduto". Delusione sì, ma anche determinazione perché, sottolinea, "il risultato politico c'è comunque sia che avessimo perso 55 a 45, 66 a 34 o 59 a 41". Il day after di Renzi prosegue all'insegna di impegni personali: mattinata in Comune con i suoi collaboratori, poi una boccata d'aria fuori da palazzo Vecchio per pranzo. I giornalisti provano di nuovo a intervistarlo, ma il sindaco chiede di 'abbassare' l'attenzione mediatica per un giorno. "Ha dormito stanotte?" chiedono i cronisti e Renzi replica con un cenno di assenso. Giornata di relax e di riunioni private: per questo ha deciso di non partecipare ai lavori del consiglio comunale di oggi pomeriggio.

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