Renzi: Referendum è sul futuro dell'Italia, non sul congresso Pd
E sulla scelta di legare il destino del governo al suo esito: "Io non mi aggrappo alla poltrona"

Il premier Matteo Renzi, in una intervista al Tg1, torna a parlare dell'importanza del referendum. "Ero quasi in pensiero che la minoranza del mio partito non avesse un pensiero critico verso di noi. Però credo anche che sia legittimo. Noi non siamo una azienda privata, non rispondiamo alla Casaleggio e associati o a una realtà di Milano o di Roma. Noi siamo una comunità e discutiamo. Nel merito, però, questo è un referendum sulla Costituzione, che definisce il futuro dell'Italia, non il congresso del Pd. E anche sulle amministrative: si parla dei sindaci, non di chi sta al Governo del Paese".

La scelta di legare il destino del governo all'esito del referendum, spiega, "è un modo di essere seri. Io non sono come tutti gli altri, come quelli che si aggrappano alla poltrona". Con le riforme "si dà finalmente stabilità all'Italia, se lo perdo con qualche faccia posso continuare a fare il mio lavoro? Noi non siamo la casta, siamo al lavoro per cambiare l'Italia ma non saremo mai quelli degli inciuci".

"Questo è un referendum importantissimo. Si può decidere se continuare con 945 parlamentari o ridurli di un terzo. Si può decidere se continuare a spendere un sacco di soldi per la politica o mettere un tetto agli stipendi dei consiglieri regionali. E soprattutto si dà finalmente stabilità all'Italia", ribadisce Renzi.

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