Renzi: Non molliamo nonostante difficoltà, siamo Italia. Squinzi: Corda cieco rigore tirata troppo

Assisi (Perugia), 4 ott. (LaPresse) - Dopo le uova di venerdì a Ferrara, il premier Matteo Renzi è oggi ad Assisi dove ha incassato invece applausi alla loggia del Sacro convento dove è intervenuto nelle celebrazioni per la festa di san Francesco, patrono d'Italia.

"Pensiamo alle cose che l'Italia deve fare nei prossimi mesi. C'è da mettere a posto il sistema dell'istruzione e della scuola su tutti. Se non si riparte dalla scuola non si va da nessuna parte. Poi ci sono la pubblica amministrazione e la giustizia", ha detto il presidente del Consiglio.

"Vorrei che tutti insieme facessimo uno sforzo per ricordarci il nome della nostra comunità. Noi ci chiamiamo Italia e nonostante le difficoltà, non mollando e portando avanti con orgoglio il nostro futuro e la nostra storia saremo fedeli al messaggio del nostro patrono Francesco e al suo invito alla bellezza", ha aggiunto Renzi ad Assisi per le celebrazioni della festa di San Francesco. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che pensare al concetto del 'perfetta letizia' di Francesco "oggi in Italia è molto difficile perché c'è una situazione di difficoltà e disagio".

"Pensiamo alle cose che l'Italia deve fare nei prossimi mesi. C'è da mettere a posto il sistema dell'istruzione e della scuola su tutti. Se non si riparte dalla scuola non si va da nessuna parte. Poi ci sono la pubblica amministrazione e la giustizia", ha detto il premier intervenendo ad Assisi alle celebrazioni per la festa del patrono d'Italia San Francesco.

SQUINZI: CORDA CIECO RIGORE E' STATA TIRATA TROPPO- "La corda del cieco e ostinato rigore è stata tirata troppo a lungo e così dall'Europa della convergenza si rischia di cadere in quella delle decisioni unilaterali". Così Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, nel suo intervento al Forum della piccola impresa a Napoli. "La scelta francese apre un potenziale conflitto non solo con i rigoristi - ha aggiunto Squinzi - ma anche con i Paesi che hanno dovuto bere l'amara medicina del rigore e del commissariamento".

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