Renzi incassa fiducia al Senato con 169 'sì'. Alle 7 twitta: Ora alla Camera, poi si lavora

Roma, 25 feb. (LaPresse) - Dopo una sudata maratona notturna, il governo di Matteo Renzi ha ottenuto la fiducia con 169 sì e 139 no. Votanti: 308. Superato di poco il quorum, fissato a 155. Ma nonostante le ore piccole, questa mattina già prima delle 7 il premier ha salutato la rete con un tweet. "Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso", ha scritto.

"Questa non è un'operazione di lifting o di potere. Se così fosse, noi non scommetteremmo tutti noi stessi", aveva detto ieri, intervenendo nell'aula del Senato in replica agli interventi dei senatori prima della votazione sulla fiducia al suo governo. Renzi quindi ha ribadito un concetto che gli è caro: "Se si fallisce questa volta non so se resteranno delle macerie, ma di sicuro resterà un grande rimpianto di non avercela fatta". E sottolinea: "Confermiamo che l'obiettivo è arrivare al 2018, non ci siamo dati una tempistica da calende greche".

E a chi gli ha rimproverato di non aver parlato del Mezzogiorno o del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Renzi ha risposto: "Sarebbe bastato utilizzare le solite frasi fatte che da decenni utilizziamo sul Mezzogiorno per ottenere la fiducia? Bastano delle parole in libertà per ottenere la fiducia?". "Noi non faremo frasi fatte, avete sbagliato Governo", ha rincarato. "Anch'io ho molto da imparare - ha ammesso Renzi, replicando alle critiche che gli sono state mosse per aver fatto un discorso troppo informale -. Rifletterò se mantenere nel prossimo intervento lo stesso tono". "Quando si parla di fronte al Senato - ha aggiunto - si parla ai rappresentanti dei cittadini, quindi serve rispetto, che non è mancato, ma serve un linguaggio di franchezza e trasparenza".

Tra le prime cose dette dal premier, un insolito ringraziamento a un senatore del Movimento 5 Stelle. "Mi permetto - ha detto Renzi - di fare un ringraziamento al senatore Romani del M5S. Non condividiamo molte cose ma il tono che ha usato in quest'aula, critico ma rispettoso dell'aula stessa, mi ha reso felice e in qualche modo degno di appartenere a una tradizione territoriale. Non altrettanto posso dire di altri interventi".

Renzi cita infine Pertini. "Il 24 febbraio 1990 moriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini, è il primo Presidente della Repubblica di cui mi ricordo. 'I giovani, diceva Pertini, non hanno bisogno di prediche, ma di esempi di coerenza, onestà e altruismo. Le persone fuori di qua non hanno bisogno di discorsi. Hanno bisogno che finalmente si passi dalle parole ai fatti".

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