Renzi in Sicilia: Sfida è arrivare ad una Ue consapevole
A Taormina il premier presenta il logo del G7 e chiarisce: "Ci saranno disagi e zone rosse"

Viaggio in Sicilia per il premier Matteo Renzi che in poche ore passa da Palermo, Trapani, Taormina e Messina. Parla di università, intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico a Palermo e dice che un Paese che taglia su questo non ha futuro. Fuori dal teatro, intanto, gli studenti lo contestano ed esplode la tensione, con cariche della polizia. Mentre a Taormina presenta il logo del G7 che si terrà qui a maggio. E chiarisce: "Non raccontate 'che bello arriva il G7', ci saranno disagi e zone rosse".

"L'Università è stato il luogo nel quale si è tagliato nel modo più dissennato", sottolinea il presidente del Consiglio parlando al teatro Massimo. "L'Europa dell'austerità - prosegue - ha fatto molti danni, ma occorrono strategie di lungo periodo. Come governo stiamo investendo più soldi di tutti gli altri governi precedenti, ma è evidente che non sono sufficienti. Abbiamo messo 2 miliardi di euro in più sulla Sanità, ma non sono mai sufficienti". "Per noi la sfida europea - aggiunge - è arrivare a un'Europa che sia consapevole che di fronte a grandi drammi geopolitici non bastano comunicati stampa, ma occorrono strategie di lungo periodo".

Intanto fuori esplode la contestazione. Racconta Ignazio Buttitta, un docente: "Questa mattina ho ritenuto opportuno, anziché recarmi alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico alla quale era presente anche il presidente del Consiglio, partecipare alla manifestazione insieme ai ragazzi del collettivo universitario studentesco. Ci siamo avviati in via Macheda, lungo il percorso autorizzato. Giunti in prossimità di piazza Massimo, siamo stati fermati dalla polizia in tenuta antisommossa. Il corteo si è avvicinato. Portava solo uno striscione, perché nessun ragazzo portava corpi contundenti o caschi, ma siamo stati aggrediti a manganellate. Abbiamo cercato di superare questo sbarramento e hanno reagito a manganellate. Ci è stato impedito di esprimere dissenso di fronte al presidente del Consiglio, al rettore e ai vertici dell'ateneo".

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