Renzi: Grillo e Berlusconi bravi leader ma hanno fallito. Stop a rabbia usata per creare polemiche

Roma, 23 mag. (LaPresse) - "Berlusconi e Grillo sono per molti aspetti due facce della stessa medaglia. Sono due leader con un grande consenso popolare e comunque ho rispetto per loro però entrambi hanno fallito". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi ad 'Agorà' su Rai3. "Berlusconi - ha spiegato il premier - ha fallito nella sua esperienza alla guida del Paese e credo che in cuor suo lo sappia anche lui. Da lunedì per me si torna a pensare che sulle riforme le regole si studino assieme. Non dimentichiamo che prima di essere pentastellati, del Pd o altro, siamo italiani".

Della campagna elettorale "mi hanno dato fastidio i toni aspri e gli insulti alla persona", ha aggiunto. "L'Italia può contare in Europa. E poi ci sono 27 Comuni capoluogo che votano. L'altra volta finì a 14-13 per il centro sinistra ma questa volta andrà meglio. Da lunedì - ha concluso Renzi - dobbiamo continuare a lavorare per cambiare il Paese". Il segretario del Pd ha spiegato che "noi puntiamo ad essere il primo partito dentro il centro sinistra europeo. Votare il Pd significa dare forza all'Italia. Tanta rabbia, che capisco, viene esasperata soltanto per creare polemica interna. Tenteremo di andare a prendere i voti dei delusi di M5S e FI. A me interessa dare un messaggio di speranza: smettetela con questa idea che l'Italia è finita".

A proposito delle riforme, Renzi ha spiegato che non trova questo lavoro più difficile di quanto si aspettava. "Abbiamo rispettato il nostro cronoprogramma. Stiamo cercando di dire, con tutti i nostri limiti, andando avanti a testa bassa, che noi siamo in grado di cambiare l'Italia - ha aggiunto - ma per farlo c'è bisogno di un'Italia che va in Europa a fare l'Italia", specificando poi che "le pagliacciate" non servono a nulla. "Gli 80 euro sono mensili e sono per sempre. E' una misura stabile e definitiva, cioè non si torna indietro", anche se "non è un diamante".

"Stasera essere in piazza della Signoria è un po' tornare a casa - ha ammesso infine - Un po' mi manca Firenze, perché quando fai il sindaco c'è un rapporto fisico coi cittadini. Passando a un lavoro nel quale sei più staccato dalla realtà quotidiana", sento la mancanza di questo rapporto "quasi carnale".

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