Renzi fa tappa a Bucarest: Percorso riforme non si ferma più

dalla nostra inviata Nadia Pietrafitta

Bucarest (Romania), 13 nov. (LaPresse) - Una visita lampo in Romania - tappa del viaggio che porterà Matteo Renzi a Brisbane domani, per il suo primo G20 - per sostenere il "caro amico" Victor Ponta in corsa per le presidenziali, dare nuova forza e nuove coordinate a un'idea di Europa "che sia luogo di speranza e passione" e non solo "burocrazia e vincoli tecnici" e assicurare alla comunità italiana a Bucarest, e non solo, che a casa nostra "il percorso delle riforme non si ferma più". Perché adesso, garantisce il premier, c'è chi "prende per mano" il Paese e "lo porta fuori dalle sabbie mobili, fuori dal pantano delle polemiche e dalla divisione che c'e stata negli ultimi anni tra realtà e sogni". Per farlo, la ricetta non cambia. L'Italia deve cambiare "regole del gioco e mentalità" a suon di riforme. A Roma la giornata politica si concentra sul Jobs act, tra mediazioni e successive schermaglie. Da Bucarest Renzi taglia corto.

"La partita - sentenzia - è chiusa. Dal primo gennaio ci saranno nuove regole sul lavoro, con la riduzione del costo del lavoro per gli imprenditori, più soldi in busta paga per i lavoratori, maggiore chiarezza, una riduzione delle forme contrattuali e l'intervento sul meccanismo dell'art. 18 che va finalmente superato". Non c'è tempo da perdere, insomma. Tanto che il premier non esclude la possibilità che il Governo decida di porre la fiducia sul nuovo testo (quello che ratifica, di fatto, quanto approvato dalla direzione del Pd con l'introduzione della reintegra per i licenziamenti disciplinari). "È possibile". La decisione, spiega, sarà presa "a fine percorso". Renzi conferma il suo ottimismo anche sulla riforma della legge elettorale. "L'abbiamo messa in dirittura d'arrivo", sintetizza. Sul testo, sottolinea a 24 ore dall'incontro con Silvio Berlusconi, "non c'è nessuna trattativa. La legge è quella che abbiamo condiviso e concordato".

Non è solo Roma, però, che deve fare la sua parte. "L'Italia deve cambiare e sta cambiando, ma non servirà a niente cambiare se non costruiremo un' Europa più forte e vicina a cittadini", ribadisce sponsorizzando da segretario Pd (con tanto di partecipazione ad un talk show locale) la candidatura dell'omologo socialdemocratico Victor Ponta impegnato domenica nel ballottaggio per le presidenziali di Romania. Stop all'Europa della burocrazia e dei diktat tecnici, serve un'Ue più vicina ai cittadini e che sappia parlare di stabilità, ma anche di crescita. Il messaggio, lanciato con sempre maggiore insistenza negli ultimi giorni da Roma e ribadito a Bucarest, è diretto a Brisbane. Crescita e investimenti saranno al centro del tavolo dei grandi del G20. A quel tavolo siederanno anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il neopresidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e, a differenza di quanto avviene a Bruxelles, non saranno i più grandi. Renzi lo sa ed è pronto a giocarsi la partita. "Da martedì - assicura a cronisti e imprenditori - saremo di nuovo in Italia a far danni".

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