Renzi: Disponibili a tagli stipendi purché non sia scherzetto M5S
Ma il premier è diffidente: "Grillo si è inventato 'la mossa' per andare contro di me"

"Se i parlamentari si dimezzano lo stipendio, prendono quanto prende il presidente del Consiglio o un ministro, e arriviamo tranquillamente alla fine del mese. Non si prende più il vitalizio: si è già fatto qualcosa. Noi siamo disponibili a ridurre e anche a dimezzare lo stipendio, a condizione che non sia uno scherzetto, non sia la 'mossa'". Così il premier Matteo Renzi rispondendo su Beppe Grillo e la proposta M5S di taglio degli stipendi ai parlamentar alla registrazione della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera su Rai1. "Ridurre lo stipendio dei parlamentari? Sì, ma leghiamolo alle presenze in aula. C'è gente che non va mai, io non la pagherei", ha aggiunto.

"Grillo si è inventato 'la mossa' per andare contro di me, siccome con il referendum tagliamo i costi della politica e riduciamo il numero dei parlamentarie lui si trova in difficoltà a spiegare che voterà No", ha aggiunto il premier.

"Di Maio non viene in aula perché è in missione? In missione ci vanno i missionari", ironizza inoltre Renzi, spiegando che lo stipendio ai parlamentari dovrebbe essere proporzionale alla presenza in aula e non solo dimezzato come vuole la proposta del M5S.

Poi la battuta finale: "Vespa, mi invita in trasmissione con Grillo che si fa due chiacchiere?".

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