Renzi: Carlo Calenda nuovo ministro dello Sviluppo economico
L'annuncio durante un'intervista a 'Che tempo che fa'. E sul Pd, il premier: "La questione morale esiste"

Carlo Calenda sarà il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi nel corso della trasmissione 'Che tempo che fa' su Rai3. Calenda, ex viceministro proprio dello Sviluppo economico, da marzo è Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea. "L'ho richiamato da Bruxelles - ha detto Renzi - e in settimana giurerà al Quirinale".

LEGGI LA SCHEDA Chi è Carlo Calenda, nuovo ministro dello Sviluppo economico

QUESTIONE MORALE E PD. "Sì", nel Pd esiste "la questione morale. Chi la nega, nega la realtà", ha ammesso Renzi. "E' un dato di fatto - ha aggiunto - abbiamo 50mila amministratori e spesso le cose non girano".

REFERENDUM. "Dopo aver detto a tutti che avremmo cambiato l'Italia come posso fare finta di niente se perdo?", ha detto Renzi, parlando del referendum sulla riforma costituzionale. "Bisogna avere coraggio", ha aggiunto, "perché è una questione di serietà, non saremmo credibili. Se perdo smetto di fare politica".

POLEMICHE CON MAGISTRATURA. "Io non ne posso più delle discussioni filosofiche, sterili e noiose" del rapporto tra la politica e la magistratura: "i giudici facciano il loro lavoro, vadano a sentenza, facciano i processi", ha detto il premier ospite di 'Che tempo che fa' si Rai3. "Non griderò mai al complotto - ha sottolienato - e non farò mai polemica con i magistrati. Loro la fanno contro di me? Affari loro. Evviva i magistrati".

DIRITTI CIVILI. "La prossima volta che lei si siederà su quella sedia questo Paese avrà una legge sui diritti civili. E noi mercoledì o giovedì metteremo la fiducia", ha aggiunto Renzi. "Domani inizia la discussione generale - ha spiegato - poi chiederemo la fiducia. Mi sento tranquillo".

BRENNERO. Angela Merkel "su molte questioni è d'accordo con noi, su altre noi. Considero positive le sue parole sul Brennero; la propaganda dell'Austria è squallida, perchè si tratta di questo, di propaganda elettorale", ha proseguito. "Il muro - ha continuato - non si fa perché è contro la storia e contro il futuro e contro le regole europee".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata