Renzi a Strasburgo: O l'Europa cambia o diventa fanalino di coda. Il saluto a Napolitano

dalla nostra inviata Nadia Pietrafitta

Strasburgo (Francia), 13 gennaio (LaPresse) - "L'Europa non è soltanto un ricordo, ma una speranza. Si declina al futuro e non solo al passato". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso del suo intervento di chiusura del semestre italiano di presidenza italiana dell'Ue, al parlamento europeo di Strasburgo. "O l'Europa cambia marcia - ha aggiunto - o diventeremo il fanalino di coda". "Il Parlamento Ue - ha affermato il premier - è di fronte a un bivio, scelga se 'viver come bruti', inseguendo un messaggio demagogico alla ricerca di mezzo punto percentuale in più" che non potrà "cambiare l'Europa, o se seguire la virtù, che significa fare dell'Europa il luogo del futuro e della speranza".

BATTIBECCO CON SALVINI. Sulla citazione di Dante quando parla di Ulisse, ha tuonato il segretario della Lega dagli scranni, Matteo Salvini: "Buuu, non ti ascoltano neanche i tuoi, stai parlando al deserto". Immediata la replica di Renzi: "Capisco che leggere i libri per qualcuno di voi non è facile".


SALUTO A NAPOLITANO
. Matteo Renzi dedica "un saluto", nel corso del suo intervento di chiusura del semestre italiano di presidenza italiana dell'Ue al parlamento europeo di Strasburgo, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "convinto europeista che in queste ore lascerà l'incarico". Dall'assemblea plenaria si è quindi levato un lungo applauso.


GIUSTA DIREZIONE MA SI DEVE FARE DI PIU'.
L'Italia è riuscita a dare valore politico" all'elezione di Jean Claude Juncker, a "dare un'anima all'Europa, "a mettere l'accento sul cambiamento del paradigma economico, cambiando musica sull'economia. Siamo nella giusta direzione ma si deve fare di più". E ancora: "Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a credere nell'investimento sulla flessibilità". Il premier ha ricordato ancora una volta le riforme fatte da Berlino grazie alla flessibilità. "Senza flessibilità - ha aggiunto - non c'è politica".


IMPORTATI PASSI AVENTI SU FLESSIBILITA'. "Sono stati fatti dei passi in avanti importanti. Se quello che si è fatto in sei mesi per flessibilità e investimenti si fosse fatto nei sei anni precedenti oggi l'Europa non sarebbe vicina alla deflazione", ha aggiunto il premier italiano.


IDEOLOGIA E FANATISMO SONO NOSTRI NEMICI. "Se vogliamo essere fedeli all'idea dell'Europa dobbiamo identificare un nemico" ha spiegato Renzi. "Oggi ciascuno di noi ha il compito di identificare un nemico. Perché il nemico c'è. Guai a dire che non c'è. E' l'ideologia e il fanatismo".

SEMESTRE ITALIANO POSITIVO MA SCONFITTA PER IL 'MADE IN'. "Fa piacere che ci siano stati dei riconoscimenti positivi al lavoro fatto sul bilancio e agli elementi positivi di questo semestre" ha detto Renzi. "Certo ci sono alcuni fatti negativi: oltre il 'Made-in' il dossier telecomunicazioni. E' un dossier complicato, difficile, che ci ha visto impegnati in molte riunioni. Su alcuni aspetti ci sono stati dei passi in avanti, non sul roaming".
"Siamo stati sconfitti sul 'Made in'. Nessun risultato positivo su questo, ci sono state incomprensibili resistenze", ha detto con rammarico Renzi.


RENZI A OPPOSIZIONI. "Trovo davvero strano che i deputati europei che rappresentano l'Italia evidenzino con cura certosina tutti gli aspetti negativi del nostro Paese", ha detto il premier replicando agli interventi degli europarlamentari a Strasburgo. Inoltre, Renzi ha aggiunto: "Mi colpiscono nel dibattito di oggi i toni delle opposizioni, che non ci sono quando parlano altri leader europei. Solo a casa nostra usiamo le istituzioni internazionali come palcoscenico" per parlare male del nostro Paese.

La chiusura del semestre di presidenza, ha aggiunto, è "sempre l'occasione per un dibattito politico, nel caso del nostro Paese reso più complicato dalla difficile transizione italiana che ha visto succedersi governi politici, poi tecnici, poi alleanze di coalizione".


JOBS ACT PER PROBLEMA DISOCCUPAZIONE.
"La disoccupazione è un problema? Sì. Per questo in 10 mesi abbiamo fatto il Jobs act. Entrerà in vigore nel 2015", ha detto il premier aggiungendo che "in questo senso il blocco della caduta degli occupati, non può accontentare nessuno, ma noi speriamo che sia l'inizio della ripartenza".


MINISTRI ECONOMIA NON RESPONSABILI DELLA CRISI. "Attribuire la responsabilità" della mancata ripresa "ai ministri economici è poco più di una barzelletta. La squadra è questa. Il campionato dura una legislatura, non un anno. Alla fine della legislatura vedremo se avremo chiuso il campionato mettendo qualche segno più o no" ha detto Renzi insieme al presidente del parlmento europeo Martin Schulz.


INVESTIMENTI? PRONTI CON GENEROSITA'.
"E' oggettivamente una novità che ci sia un piano di investimenti e una comunicazione sulla flessibilità. Io me le ricordo le facce a Ypres quando ne abbiamo discusso. Erano solo sei mesi fa. L'Italia è pronta a fare la sua parte e a essere generosa" anche se "è presto per valutare" perché "non ho visto il documento", ha aggiunto Renzi.

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