Renzi a Berlusconi: Rispetti i patti. Prima si approva Italicum, poi Quirinale

Roma, 30 nov. (LaPresse) - Per il Quirinale "io ho un unico nome: Giorgio Napolitano. Non apro una discussione finché il capo dello Stato è al suo posto. I nomi si fanno per sostenerli o per bruciarli". Così il premier Matteo Renzi, intervistato da 'Repubblica' risponde al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che ieri aveva suggerito come nome possibile al Colle quello di Giuliano Amato. L'unica cosa su cui il presidente del Consiglio si pronuncia è il metodo di elezione: "È bene che il presidente della Repubblica si elegga con la maggioranza più ampia possibile. E dico 'possibile'. Ma non voglio discuterne adesso, sarebbe irriguardoso nei confronti di Napolitano e segno di scarsa serietà verso i cittadini". E Renzi risponde a Berlusconi che ieri, in un colloquio con il 'Corriere della sera', aveva detto che prima si elegge il presidente della Repubblica e poi si approva l'Italicum: "Non esiste. L'Italicum è in aula a dicembre. Lui si è impegnato con noi a dire sì al pacchetto con la riforma costituzionale entro gennaio. Io resto a quel patto".

Renzi, poi, affronta la questione Ilva, paventando la possibilità di un intervento pubblico per "rimettere in sesto l'azienda" per due o tre anni, "difendere l'occupazione, tutelare l'ambiente e poi rilanciarla sul mercato". E a proposito di occupazione, Renzi risponde al sindacato che tiene "alta la tensione e i toni in vista dello sciopero generale": "Se pensano di bloccarci - aggiunge - si sbagliano di grosso".

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