Referendum, ok Cassazione: 60 giorni per fissare data
Ammessi i quesiti sulla Costituzione. Il voto potrebbe avvenire a fine novembre

Via libera ufficiale della Cassazione sulle firme raccolte dal Comitato per il Sì al rerendum sulla riforma costituzionale. Lo rende noto un comunicato. Da oggi il Governo avrà 60 giorni per fissare la data della consultazione. Al momento si ipotizzano le date del 20 o del 27 novembre.  

IL TESTO DELLA CASSAZIONE. "L'ufficio centrale per il referendum persso la Corte Suprema di Cassazione, con ordinanza dell'8 agosto2016, ha dichiarato conforme all'art. 138 e alla legge 352 del 1970 la richiesta di referendum depositata il 14 luglio 2016, alle ore 18.45, sul testo di legge costituzionale avente ad oggetto il seguente quesito referendario:
"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione', approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

 

RENZI: CONSULTAZIONE DI ITALIANI. Pochi minuti dopo il via libera ufficiale della Cassazione al referendum per la riforma costituzionale voluta dal suo governo, il premier Matteo Renzi rilancia su Twitter un messaggio dei Comitati per il Sì, intitolato: "Adesso possiamo dirlo, questo è il referendum degli italiani".

"Firme valide, dunque! La Corte di Cassazione ha validato le firme che avevamo raccolto per l'indizione del referendum costituzionale - spiega il messaggio dei Comitati -. Da oggi, dunque, esso diventa a tutti gli effetti uno strumento 'popolare', il referendum degli italiani, un confronto nel merito che interesserà oltre 50 milioni di cittadini aventi diritto al voto, residenti nel nostro Paese, nel resto d'Europa o negli altri continenti (stanno nascendo molti comitati per il Sì promossi da nostri connazionali all'estero!)".

 

SCOTTO: CONSULTARE OPPOSIZIONI. "Apprendiamo da alcuni organi di informazione che il referendum si farà  perché la Cassazione ha convalidato le firme raccolte dal comitato del Sì. Non è così. Per una corretta informazione vorrei ricordare a tutti che il Referendum è convocato da aprile scorso grazie alle firme raccolte da parlamentari di maggioranza e di opposizione. Nulla di nuovo, dunque". Lo afferma Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana.

"Piuttosto - prosegue - l'esponente della sinistra - sarei curioso di capire quando si celebrerà. Su questo terreno continuo a pensare che il governo non possa cantarsela e suonarsela da solo. Occorre - conclude Fratoianni - un gesto di responsabilità politica e consultare le opposizioni sulla data che non può essere manovrata a piacimento dell'esecutivo".
 

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